Servizi sociali: Gazzi (Cnoas), “un euro per famiglie, minori, disabili, anziani? Intollerabile”

“Un euro per famiglie, minori, disabili, anziani? Intollerabile”. Il presidente del Cnoas (Consiglio nazionale ordini assistenti sociali), Gianmario Gazzi, commenta il Rapporto 2022 sui servizi sociali territoriali del Cnel diffuso oggi, secondo il quale nel 2019 la spesa per i servizi sociali in Italia è stata pari allo 0,42% del Pil arrivando a 0,7% con le compartecipazioni degli utenti e del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Il dato è soltanto un terzo di quanto impegnano i bilanci di altri Paesi europei (2,1-2,2% di media). Grandi le differenze territoriali che non sembrano però seguire un pattern Nord-Sud.
“Che Paese è quello dove a Bolzano si spendono per il sociale 583 euro a persona e a Vibo Valentia se ne spendono sei? È L’Italia! Chi vive in Trentino Alto Adige o nella cittadina calabrese già lo sa, lo vive sulla propria pelle. Ma i dati messi nero su bianco dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro lo rendono noto a tutti. Anche a chi chiede il voto e a chi sta decidendo a chi darlo”, prosegue Gazzi.
Il presidente dell’Ordine degli assistenti sociali sottolinea che , “nonostante il miglioramento degli ultimi anni spendiamo un terzo degli altri Paesi europei; nonostante l’incremento della domanda, siamo ai livelli di 10 anni fa; nonostante i ripetuti allarmi e le tante promesse, le differenze territoriali sono abnormi”. “Famiglie e minori, disabili, anziani – conclude – c’è chi spende un euro! Come assistenti sociali crediamo che non sia tollerabile. Chiunque vada al governo, parta da qui”.

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