Ucraina: don Carraro (Medici Cuamm), “interventi sanitari a Chernivsti e a Chinisau, in Moldavia, per i rifugiati”

“È quasi Pasqua. Festa di Resurrezione, di Vita che vince la morte. Il pensiero non può non andare a chi vive momenti bui, a chi si trova ogni giorno ad affrontare morte e sofferenza. Ogni conflitto, ogni guerra, ce lo ricorda sempre Papa Francesco, sono un sacrilegio, sono atrocità da abolire, prima che esse distruggano l’uomo. Ovunque. Dall’Etiopia al nord del Mozambico, dal Sud Sudan al Centrafrica, fino a quella più vicina a noi, in Ucraina. In Africa si consuma il nostro costante e determinato impegno quotidiano. Sono lì il nostro cuore e la nostra vita. Ma la solidarietà chiama anche vicino a noi”. Lo scrive, in un messaggio diffuso oggi, don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm.
Chinisau e Chernivsti, ricorda il sacerdote, “sono queste le due città da dove forte è venuta la richiesta di aiuto, come sanitari. Interventi puntuali e mirati. Alla nostra portata, in un Paese che stiamo imparando a conoscere; con il nostro stile, rispondendo ai bisogni sanitari primari e in accordo con le realtà locali; in punta di piedi, ma concretamente”.
Chernivsti “è una cittadina nel nord-ovest dell’Ucraina dove ancora le bombe non sono arrivate. 200.000 abitanti che hanno accolto 150.000 profughi interni. Tutte le scuole sono diventate dormitori. Qui, in coordinamento con una ong locale, aiutiamo 5 ospedali, fornendo loro equipaggiamenti e farmaci. Indispensabili e introvabili. Inoltre, attraverso 4 ambulanze donate dalla Regione Veneto, stiamo organizzando un sistema di trasporto di persone fragili, come donne in gravidanza, bambini e anziani, dalle zone interne più colpite verso questa cittadina finora risparmiata”.
A Chinisau, capitale della Moldavia, “il 3 aprile è arrivato il primo medico Cuamm, Paolo che in un centro di accoglienza della diocesi locale, sta predisponendo un ambulatorio mobile per l’assistenza sanitaria di base per i rifugiati che scappano dal sud dell’Ucraina, in modo da alleggerire il sistema sanitario moldavo, già molto fragile”.
Don Carraro conclude il suo messaggio riportando quanto scrive Giovanna, che per il Cuamm sta seguendo sul campo questo intervento e che è appena rientrata dall’Ucraina: “In qualche modo si dovrà andare avanti, sperando che la guerra finisca presto, consapevoli che le ferite da essa create potranno essere ricucite solo con l’amore, la pace e l’umanità. Solo ricordandoci che siamo tutti sorelle e fratelli che convivono nello stesso mondo e che l’umanità vince e vincerà su tutto. Questo quello che ho visto e sentito frequentando Natalia e Katharina in Ucraina, ma anche Anastasia e i suoi figli rifugiati da Odessa a Chisinau. La vita e l’amore vincono e vinceranno su tutto”.

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