Incendi in Grecia e Turchia: arcivescovo Ieronymos di Atene, “cambiamento climatico è una delle più grandi sfide del 21° secolo”

“Un giorno dovremo considerare le nostre responsabilità nei confronti dell’ambiente e della natura che il Creatore ci ha dato e renderci conto che la risposta efficace al cambiamento climatico è, per l’umanità, una delle più grandi sfide del 21° secolo”. Sono parole durissime quelle pronunciate ieri dall’arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia Ieronymos,  di fronte alla devastazione in atto nel Paese. Dopo le alluvioni che hanno messo in ginocchio Belgio e Germania, è il fuoco a mettere in pericolo la vita nell’Europa del Sud. Prima la Sardegna, poi la Sicilia, ora sono la Grecia e la Turchia a bruciare. In Grecia, i vigili del fuoco stanno provando a domare un incendio boschivo che infuria a circa 25 km dalla capitale Atene. La Protezione civile ha chiesto ai residenti di lasciare immediatamente le proprie abitazioni, andando di casa in casa per verificare che fossero vuote. Dalla scorsa settimana, la penisola ellenica e le sue isole sono attraversate da un’ondata di caldo estremo, con temperature che superano abbondantemente i 42 gradi. Diversi sono i roghi boschivi scoppiati, da Rodi a Kos, passando per la Grecia centrale e il Peloponneso dove 8 persone sono rimaste ferite. Ancora più preoccupante è la situazione nella vicina Turchia, dove oltre 130 incendi sono stati registrati in decine di città. Otto persone sono morte e migliaia sono state evacuate. Sette delle vittime hanno perso la vita a Manavgat, sulla costa sud-occidentale. In una dichiarazione diffusa ieri, Ieronymos si è detto “profondamente sconvolto” per gli incendi che stanno bruciando in tutta la Grecia negli ultimi giorni e da ieri anche nel bacino dell’Attica. “Sono profondamente scioccato, come ogni greco, e desidero e prego che non si piangano vite umane”, scrive il primate ortodosso. “I miei pensieri vanno a tutti i nostri fratelli che sono messi alla prova dagli incendi nel bacino dell’Attica, Evia, Messinia, Mani e in altre parti della nostra patria, ma anche a tutte le creature di Dio e tutti gli esseri viventi che vivono nel terrore delle fiamme”.
Da Istanbul, anche il patriarca ecumenico Bartolomeo sta seguendo con preoccupazione quanto sta avvenendo in Grecia e in Turchia. Ieri, il patriarca ha avuto una conversazione telefonica con l’arcivescovo locale Atenagora per esprimere “il sostegno e la solidarietà della Madre Chiesa a tutti coloro che sono attualmente messi alla prova dal catastrofico incendio di Varybobi, Adames e zone limitrofe”. Nei giorni scorsi, Bartolomeo aveva inviato un messaggio di solidarietà al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, per gli incendi in Sardegna. Anche il patriarca ecumenico aveva usato parole durissime: “La fragilità dell’ambiente naturale è conseguenza delle scelte sbagliate e dell’avidità dell’uomo”. L’umanità di oggi è “responsabile del mondo che sarà trasmesso alle generazioni future” e “se non riusciamo a trasmettere il messaggio che gli uomini di oggi sono i custodi e non i dominatori assoluti del pianeta, saremo costretti a subire sempre più spesso disastri naturali che colpiranno il mondo”.

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