Afghanistan: Bernasconi (Caritas Como), “accoglienza sincera ai profughi, ma non usiamo due pesi e due misure”

“Gli esodati afghani che arrivano in questi giorni da noi fanno parte di quella schiera di persone che da anni vedono l’Europa come un’àncora di salvezza, con una differenza: a loro è stato risparmiato il trauma di un viaggio esasperante in mare o sulla rotta balcanica (almeno finora), ma sono arrivati in aereo”. Ad affermarlo è Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana di Como, che osserva: “Mi pare di capire, vedendo la reazione della gente, che ci siamo dimenticati di questa dinamica e stiamo usando due pesi e due misure: questi sono migranti che devono essere aiutati, gli altri sono un peso per la nostra società. Che però non si dimentica di sfruttarli con lavoro in nero, quando va bene; oppure facendoli diventare bassa manovalanza per la malavita”.
In un editoriale postato sul sito della Caritas di Como, il direttore spiega che “il primo principio ” è “quello dell’accoglienza sincera delle persone che vanno rispettate per quello che sono”. L’accoglienza diventa possibile “con un dialogo vero che è il frutto del rispetto che noi dobbiamo avere per loro” chiamandole epr nome e dando loro del “lei”.
L’accoglienza va inoltre pianificata non solo “rispetto ai numeri o ai luoghi”, ma tenendo conto “dei bisogni di chi accogliamo; spesso, invece, riusciamo addirittura a dividere i nuclei famigliari”; inoltre dobbiamo fare in modo che chi arriva da noi “possa vivere quella dimensione della vita importante per tutti che è quella della spiritualità e del vivere una dimensione culturale”.
“Ci sono ancora tante persone attente a queste dinamiche”, riconosce Bernasconi; tuttavia, “come ci diceva San Paolo VI, non bisogna dare per carità quello che è compito di un impegno sociale e politico”. Allora, conclude il direttore Caritas, “è compito soprattutto delle tante persone impegnate nel volontariato di saper tradurre in comportamenti sociali tutto il loro lavoro, perché anche attraverso di loro potremmo costruire una società più giusta dove il conflitto e la guerra vengano abolite e al centro del nostro vivere possiamo sempre mettere le persone”.

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