Germania: conclusa la “tappa intermedia” del cammino sinodale. Mons. Bode, “momenti costruttivi anche se non senza tensioni”

“Sono stati due giorni intensi”: questa la valutazione della vicepresidente del cammino sinodale Karin Kortmann, alla conclusione della “tappa intermedia” del percorso che la Chiesa cattolica in Germania sta compiendo per riflettere su come la Chiesa debba cambiare, alla luce di quanto il terribile scandalo degli abusi continua a far emergere. La pandemia ha modificato il percorso che era stato pensato nel 2019 per cui l’incontro virtuale a cui hanno partecipato oltre 300 persone, tra delegati, osservatori, ospiti dai Paesi limitrofi e dalle altre chiese e gli incontri regionali che si erano svolti a novembre “non erano previsti”, ha spiegato Kortmann, ma sono serviti per “focalizzare meglio i temi”, approfondire il confronto. È emersa però la necessità di “pensare ad altre modalità di confronto” al di là dei momenti statutari. “Sono stupito di quello che siamo riusciti a fare” il commento del vescovo Franz-Josef Bode, il co-vicepresidente. “Lo spirito di Francoforte”, dove si era tenuta la prima assemblea sinodale un anno fa, “si è mostrato anche in questa versione digitale, nonostante tutto”. “I lavori nei gruppi sono stati momenti molto seri e costruttivi, anche se non senza tensioni, di un bel cammino della Chiesa verso il futuro”, ancora il vescovo Bode. “La molteplicità dei doni e delle posizioni che sono emerse deve essere resa ancora più fruttuosa”, ha aggiunto Kortmann. Ora si guarda al prossimo appuntamento, dal 30 settembre al 2 ottobre 2021, possibilmente in presenza, per una prima lettura dei testi che i quattro forum stanno preparando e su cui i delegati saranno chiamati a votare. Poi il cammino continuerà ancora nel 2022.

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