Coronavirus Covid-19: Fbk-Iss-Inail, “prima di ottobre infettato poco meno del 5% della popolazione italiana”

La popolazione italiana che infettata da Sars-CoV-2 fino allo scorso 30 settembre era pari a circa il 4,8% del totale, con grandi differenze tra Regione e Regione (circa l’11% in Lombardia, il 2% in Lazio e l’1% in Campania). È la stima contenuta nello studio dei ricercatori di Fondazione Bruno Kessler (Fbk), Istituto superiore di sanità (Iss) e Inail, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States (Pnas).
Come conseguenza, spiega una nota, “l’analisi suggerisce che gli effetti delle riaperture possono essere diversi da Regione a Regione, a seguito dei diversi livelli di immunità raggiunta e della diversa prevalenza di infezione”.
La ricerca suggerisce anche un possibile ruolo della struttura demografica, con un minore impatto di Covid-19 nelle Regioni con popolazione più giovane.
Dallo studio emerge poi che è stata aumentata la capacità diagnostica. “Gli autori – prosegue la nota – hanno inoltre stimato che il tasso di notifica, che indica quante infezioni vengono individuate dal sistema di sorveglianza rispetto al totale, inclusi quindi anche tutti gli asintomatici, è cresciuto da circa il 9,4% durante la prima onda a circa il 24,5% durante l’estate, probabilmente a causa della miglior capacità di tracciamento dei contatti in regimi di bassa incidenza giornaliera di casi”.

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