Stati Uniti: arcidiocesi di New York, venti scuole cattoliche non riapriranno a settembre per le ricadute finanziarie del Covid-19

(da New York) Venti scuole nell’arcidiocesi di New York non riapriranno in autunno a causa delle ricadute finanziarie causate dal Covid-19. Tre scuole poi si fonderanno insieme. Anche la diocesi di Brooklyn ha annunciato la chiusura di sei scuole. La pandemia, oltre ad aver causato migliaia di ammalati, ha portato a licenziamenti di massa che non hanno consentito ai genitori di pagare le tasse scolastiche per i figli. I mesi senza messe pubbliche hanno comportato una perdita di contributi che tradizionalmente aiutano a sostenere le scuole e hanno anche danneggiato la raccolta di fondi per borse di studio. “I bambini sono sempre le vittime più innocenti di qualsiasi crisi e questa pandemia non fa eccezione”, ha detto il cardinale arcivescovo di New York Timothy M. Dolan. “Troppi hanno perso genitori e nonni a causa di questo insidioso virus e ora migliaia non vedranno più la loro amata scuola”. Nel piano di riorganizzazione scolastica della diocesi, le scuole vicine a quelle chiuse sono pronte ad accogliere i nuovi studenti e alcune offrono anche borse di studio per favorire l’iscrizione. La chiusura delle scuole avrà una ricaduta su 2.500 studenti e 350 membri del personale. “Una decisione dolorosa”, l’ha definita Michael J. Deegan, sovrintendente arcidiocesano delle scuole, spiegando che lo stato finanziario non consentiva scelte diverse. Nel 1960, gli Stati Uniti vantavano 13.000 scuole cattoliche rispetto alle circa 6.000 di oggi. Un sistema di beneficenza e di borse studio consente di frequentare queste scuole anche da parte delle minoranze ispaniche e afroamericane che in questi contesti hanno una possibilità doppia di diplomarsi o laurearsi rispetto a loro coetanei nelle scuole pubbliche.

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