Richiedenti asilo: Forti (Caritas italiana), “continueremo a far sentire la nostra voce tutte le volte che i provvedimenti saranno lesivi per la dignità delle persone”

“La decisione della Consulta e la norma inserita nel decreto Rilancio che consente la regolarizzazione dei lavoratori migranti del settore agricolo, degli allevamenti, di colf, babysitter e badanti, rappresentano per Caritas e per tutto il Terzo settore, un risultato positivo. Perché dimostrano che tutto ciò che abbiamo sempre chiesto non è pura impostazione ideologica ma si fonda sull’osservazione della realtà e sulla necessità di tutelare i diritti di queste persone”. Così Oliviero Forti, responsabile politiche migratorie e protezione internazionale di Caritas Italiana, all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale, che ha esaminato le questioni di legittimità costituzionale sollevate dai Tribunali di Milano, Ancona e Salerno sulla disposizione che preclude l’iscrizione anagrafica degli stranieri richiedenti asilo, introdotta con il primo decreto Sicurezza.
Secondo Forti, il Covid-19 ha creato le condizioni per cui queste richieste fossero sempre più pressanti: “Rendere tutti visibili o comunque rintracciabili – commenta – è infatti una garanzia per loro ma anche per i territori dove risiedono”. E aggiunge: “Nonostante ciò resta il problema che l’Italia ancora oggi è ostaggio nel dibattito politico della strumentalizzazione del tema migratorio”.
“Il nostro impegno – conclude – sarà quello di continuare a monitorare tutto ciò che accade anche a livello legislativo. Per cui non mancheremo di far sentire la nostra voce ogni qual volta i provvedimenti adottati saranno lesivi della dignità delle persone e soprattutto in contrasto con i diritti fondamentali della Costituzione”.

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