Pasqua 2020: mons. Savino (Cassano all’Jonio), “è il momento di fermarsi e di traguardare verso il punto più importante delle nostre vite, concorrendo per il bene di tutti”

Il coronavirus “ha ben fatto i conti con noi ‘podisti del nulla’, avventurieri senza emozione, sempre così presi a riempire le nostre vite di inessenziale. Ora è il momento di fermarsi, di traguardare verso il punto più importante delle nostre vite, concorrendo per il bene di tutti”. È il monito di mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, contenuto nella sua lettera di Pasqua, diffusa oggi. “Ci troviamo come funamboli a destreggiarci tra responsabilità e condivisione, ascoltando il silenzio mormorante di città vuote, di paesaggi assenti, di carezze desiderate, di sguardi dimenticati. Ci sembra di aver dimenticato quanto valga un sogno, perché sembriamo impossibilitati a raggiungerlo. Il coronavirus ha fermato la nostra corsa, quella frenetica fatta di lavoro, di carriera, di soldi, di potere”. “Noi cristiani – avverte il vescovo – crediamo e sappiamo che la Risurrezione di Cristo è la vera speranza del mondo, quella che non delude. È la forza del chicco di grano, quella dell’amore che si abbassa e si dona fino alla fine, e che davvero rinnova il mondo”. Da qui il pensiero di mons. Savino per le comunità più colpite della diocesi e il ringraziamento “per tutte quelle donne e quegli uomini, che ci stanno guidando verso quella che sarà la nostra nuova nascita”, i medici, gli infermieri, il personale sociosanitario, “che in queste ore è impegnato senza sosta, nella lotta contro questo nemico invisibile”, e poi ancora “i sindaci, le forze dell’ordine, i volontari, i lavoratori che tengono in piedi, con sacrificio ed abnegazione, la nostra economia”. “Ringrazio tutti voi, investiti da grande senso di corresponsabilità, che avete trovato, tra le mura delle vostre case, quella forza per risaldare i legami, per impastare il pane della famiglia, per abbandonarvi nella preghiera della consolazione. Non siete comparse, in questa lotta, siete anche voi, nella semplicità della vostra obbedienza, una Resurrezione, attori di una nuova futura creazione, la celebrazione di una condivisione che è fatta di solidarietà e di mancanza e che ci renderà pronti ad affrontare un avvenire migliore”.

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