Pasqua 2020: mons. Coccia (Pesaro), mons. Tani (Urbino) e mons. Trasarti (Fano), “annunciare la vittoria di Cristo sulla morte in questo periodo difficile”

La gioia della Pasqua “risulta oggi in forte contrasto con la Quaresima che abbiamo appena concluso, caratterizzata invece dal deserto, concretamente reso visibile dall’impossibilità di ritrovarci a celebrare l’Eucaristia festiva; dall’impossibilità di fraterni e domestici incontri durante la benedizione delle famiglie; ma soprattutto una quaresima dominata dalla sofferenza e dal pianto per la morte di tante, troppe persone innocenti, a motivo della pandemia da cui neppure il nostro territorio è stato risparmiato”. Lo scrivono i vescovi di Pesaro, Urbino e Fano, in un messaggio comune per Pasqua, pubblicato su “Il Nuovo Amico”. Mons. Piero Coccia, arcivescovo di Pesaro, mons. Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, e mons. Armando Trasarti, vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, ammettono: “Ci sentiamo fragili! Tutti! Quanto abbiamo fatto nostro il rimprovero duro e allo stesso tempo carico d’affetto di Marta a Gesù, per la morte del fratello Lazzaro: ‘Signore, se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto’”. Ma “tra tanto dolore e infinito smarrimento, ecco alcune fiaccole che hanno reso (e tuttora lo fanno!) meno acerbo il nostro sconforto: la preghiera e la vicinanza dei nostri sacerdoti, dei religiosi e delle religiose, il sacrificio e la gratuita abnegazione di quanti stanno donando la loro esistenza – talvolta a prezzo della stessa vita – per aiutare coloro che stanno soffrendo: medici, infermieri, personale sanitario, volontari della protezione civile e forze dell’ordine, operatori delle agenzie funebri, chiamati a dare conforto ai familiari dei defunti, impossibilitati a dare di persona l’estremo, umano saluto ai propri cari. E quanti altri a vario titolo si stanno prodigando in questo tempo nel servizio al prossimo, spinti dalla carità cristiana o – anche semplicemente – dalla comune appartenenza al genere umano”. A tutti ed a ciascuno “il grazie della nostra metropolia di Pesaro, Urbino e Fano”.
Poi ai cristiani un invito “a guardare oltre, ad intravedere la vittoria di Cristo risorto sul male, sul dolore, sulla morte. È questo il senso della Pasqua; è questa la gioia, la letizia pasquale che anche, e soprattutto, in questo periodo estremamente difficile siamo chiamati ad annunziare al mondo”. Confortati dalle parole del Signore risorto la mattina di Pasqua – “Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno” – i tre presuli concludono: “Confidiamo arrivi presto quel giorno in cui torneremo alla normalità, là nella nostra Galilea (le nostre comunità), con le nostre relazioni, le nostre occupazioni, le nostre celebrazioni: proprio lì, dove tutto è iniziato, troveremo il Signore ad aspettarci. E sarà gioia piena. E sarà Pasqua di rinascita e risurrezione”.

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