Coronavirus Covid-19: gruppo teologi, “vita di Chiesa, realtà socio-ambientale e sospensione guerre possibili luoghi di crisi o di rinnovamento”

“Tre ambiti, fra i molti possibili, ci appaiono come luoghi di crisi e assieme di possibilità di rinnovamento: la vita della Chiesa in questo tempo, la realtà socio-ambientale, la sospensione delle guerre”: lo sostiene un gruppo di teologi – Vittorio Berti, Enzo Biemmi, Alessandro Cortesi, Marco Giovannoni, Andrea Grillo, Fabrizio Mandreoli, Simone Morandini, Serena Noceti, Riccardo Saccenti – nella lettera “Insieme sulla stessa barca”, nella quale riflettono su questo tempo segnato dal coronavirus.
Per la vita della Chiesa, osservano, “la nuda realtà delle cose che ci investe ne rivela la profonda relazione col mondo, quale indicata dalla Costituzione Gaudium et Spes del Vaticano II. Scopriamo che la Chiesa non è solo ‘nel mondo’ ma ne è a pieno titolo parte”. L’invito, quindi, è a “testimoniare ancora il volto del Dio vivente, del Dio della vita: non un Dio che manda il male, ma Colui che nello Spirito è vicino alle vittime del dolore e le sostiene. Ma occorre anche reimparare il senso profondo della preghiera”. “La giusta cura di queste settimane per rendere possibile a molti l’esperienza della celebrazione eucaristica, grazie alle tecnologie a distanza, espone anche a un rischio: quello di fare del sacramento il solo tratto della fede, quasi dimenticando che esso è incontro con Cristo di una comunità e mai atto fine a se stesso – affermano i teologi -. Con tale attenzione occorre guardare anche a tante significative esperienze (momenti di preghiera, veglie) che mirano a far vivere quella religiosità popolare che attinge ad una tradizione antica. Come sempre nei grandi tempi di riforma della Chiesa, le azioni rituali condivise del popolo fedele vanno integrate in una lettura sapienziale, per vivere la fede alimentandola alla luce della Parola”. E sottolineano: “La preghiera condotta da Papa Francesco il 27 marzo ha mostrato come sia possibile celebrarla in modo che sia respiro di vita, accoglienza del soffio dello Spirito in un momento in cui in molti sensi ci manca l’aria”.
Rispetto alla realtà socio-ambientale, i teologi evidenziano l’urgenza di “ripensare le forme della vita assieme, riscoprendo il valore di parole come giustizia, bene comune, solidarietà, diritti di tutti, attenzione per i fragili – che una certa narrazione vorrebbe considerare ‘scarti’, da lasciare ai margini. Si tratta di superare un sistema economico-finanziario iniquo che genera disuguaglianze globali, per costruire invece un futuro sostenibile per il pianeta: ‘tutto è connesso’ ricorda l’ecologia integrale di Laudato Si’”.
Infine, “la pandemia dilagante ha portato ad una decisione passata in secondo piano nell’opinione pubblica, ma potenzialmente epocale; ad un cessate il fuoco planetario che sta fermando le guerre combattute sul pianeta”. Certo, “tale dato confligge con la scelta di molti governi di considerare prioritarie le attività economiche legate alla produzione di armi. Ma esso indica anche – con la forza della realtà – che la pace è possibile, se riscopriamo la dimensione planetaria della nostra esistenza”.

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