Coronavirus Covid-19 : nessuna indicazione nazionale, diocesi di Ginevra annulla le messe. Lugano e Sion celebrazioni con soglia massima di 50 persone

Al momento, la Conferenza episcopale svizzera non ha preso alcuna misura nazionale per l’insieme delle diocesi del paese e lascia alle singole diocesi la possibilità di prendere le iniziative necessarie in funzione alla situazione locale che non è uguale dappertutto. È quanto ha precisato al portale cath.ch Encarnacion Berger-Lobato, portavoce della Conferenza episcopale svizzera sottolineando come ci sono alcune diocesi che hanno deciso per la soppressione delle messe, ma altre no. La diocesi di Sion e l’abbazia di Saint-Maurice, hanno cancellato tutte le celebrazioni delle cresime e prime comunioni previste per la primavera incoraggiando le parrocchie a rimandarle addirittura per l’autunno prossimo. Si raccomandano misure restrittive sia per la celebrazione dei funerali che per le messe feriali e domenicali che non devono superare la soglia delle 50 persone. La diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo invece si attiene alle indicazioni del Consiglio federale valide fino al 30 aprile che vieta la celebrazione in pubblico di tutte le messe sul territorio diocesano. “E’ nostra responsabilità non favorire un contagio potenzialmente mortale. Sebbene sia importante per i fedeli pregare insieme e ricevere l’Eucarestia, ciò non deve essere causa di provocare la morte di altre persone, pertanto occorre obbedire alle autorità del nostro Stato di diritto”, si legge nel comunicato. La diocesi invita pertanto ad usufruire di tutti i servizi web, dai canali YouTube alle app sugli smartphone, alla radio. Per la diocesi di Lugano, invece, i servizi liturgici restano autorizzati ma sempre con un massimo di 50 persone e prendendo tutte le precauzioni sanitarie. È fortemente scoraggiata la partecipazione alla messa alle persone con più di 65 anni. Agli anziani, il vescovo ha accordato una speciale dispensa dal precetto di obbligo di messa domenicale sebbene i sacerdoti over 65 possono presidiare le celebrazioni. Sospeso il servizio di distribuzione della comunione alle persone anziane e malate in casa, invitando però i sacerdoti a mantenere un contatto telefonico costante con le persone sole della loro parrocchia.

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