Coronavirus Covid-19: Cei, anche il Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità in campo per superare l’emergenza

foto SIR/Marco Calvarese

Le ultime proposte della Cei in questo tempo di emergenza sanitaria, che prevedono il nuovo sito https://chiciseparera.chiesacattolica.it e giovedì 19 marzo la preghiera del rosario alle ore 21, hanno visto interessato anche il Servizio nazionale per la pastorale delle persone con disabilità della Cei che, attraverso la sua responsabile suor Veronica Amata Donatello, è intervenuta per sottolineare come in questo momento ci sia bisogno di “parole altre”. “Se si accende la tv si parla solo di dati, di numeri. Il rischio è di abbassare lo sguardo. Credo che si sia bisogno di segni di speranza e, ringraziando Dio, ce ne sono”, le parole della responsabile della Cei che ricorda come la Chiesa sia sempre stata vicina, prossima e anche profetica sulle persone con disabilità. Suor Donatello sottolinea come in questo periodo di emergenza sanitaria, quelli che maggiormente ne potrebbero soffrire sono proprio le persone con disabilità, alle quali sono venuti meno molti servizi. “Non è possibile uscire, non è possibile incontrare dei volti cari. Anche la stessa messa per molte persone con disabilità è una routine bella, è un appuntamento con tanti volti che sono cari e in questo tempo viene meno”, sono le parole della responsabile che benedice le proposte messe in campo dalla Cei e rese accessibili per tutti anche attraverso il suo contributo: “Credo che il grande segno sia di vivere meno la solitudine e mettere in atto dei piccoli segni di prossimità”.

Anche le parrocchie possono farsi prossime di chi più ha bisogno, come ad esempio attraverso i gruppi whatsapp, che possono servire per mettere in contatto, anche visivo, le persone con disabilità che in questo modo fanno memoria di volti cari. “Credo che forse sia giunta l’ora di usare questi mezzi, questi strumenti che sono un dono per fare rete, comunità. Pur essendo lontani fisicamente, più che mai oggi possono essere strumenti che ci fanno fare rete, ci fanno sentire vicini e prossimi”, le parole di suor Donatello che vede il momento come “il grande dono di questo tempo di Quaresima e anche il grande digiuno di non poterci vedere, abbracciare, e fare quello che facciamo di solito, nella certezza che arriverà un tempo tutto tornerà alla normalità”. Uscire usando questi mezzi e fare rete con tutti, anziani, persone con disabilità e famiglie, questo il pensiero della responsabile della Cei, “Può essere un tempo per riscoprire le relazioni, la preghiera in casa, la preghiera grazie alle nuove tecnologie. Non guardiamo solo quello che non si ha ma anche la possibilità che ci viene data in questo tempo di fare rete”.

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