Diocesi: Savona-Noli, mons. Marino ridefinisce le vicarie e istituisce le zone pastorali

Nel quadro della riconfigurazione territoriale della diocesi di Savona-Noli, avviata con il II Sinodo (2021-2024) e finalizzata ad una più efficace azione pastorale, il vescovo Calogero Marino ha stilato un decreto con cui, vi si legge, “ridefinisco le vicarie e istituisco le zone pastorali” e “nomino altresì i referenti di zona”. Con tale atto è soppressa la vicaria di Vado Ligure e le sue due zone confluiscono nella vicaria di Savona. Pertanto le vicarie ora sono quelle di Savona (che comprende le parrocchie del capoluogo e dei Comuni di Bergeggi, Quiliano e Vado Ligure), Levante (Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure, Cogoleto, Stella e Varazze) e Ponente (Calice Ligure, Finale Ligure, Noli, Orco Feglino, Rialto, Spotorno, Vezzi Portio). La loro funzione “consisterà nell’essere spazio di fraternità e spiritualità per il clero”, ha precisato il presule. Entro il 9 ottobre i referenti nomineranno un Consiglio per ogni zona, composto da non meno di 15 membri, espressione di parrocchie, vocazioni, età, ambiti pastorali e sensibilità ecclesiali presenti. Almeno un membro del Consiglio dovrà avere meno di 30 anni di età. “Il Consiglio di zona è chiamato ad essere occasione di discernimento e operatività pastorale”, ha spiegato mons. Marino. Tra i compiti indicati ci sono: l’impegno di riflessione e lettura sapienziale di questo tempo e del territorio, in vista di “una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa”, affinché le iniziative pastorali “diventino un canale adeguato all’evangelizzazione del mondo attuale più che per l’autopreservazione” (EG n. 27); la proposta di percorsi unitari di formazione, in particolare per gli ambiti della pastorale che sempre più avranno rilevanza sovraparrocchiale (a titolo esemplificativo: formazione dei catechisti, pastorale giovanile, pastorale familiare, testimonianza della carità, cultura); una prima indicazione in ordine alle eventuali soppressioni o modifiche delle parrocchie; e l’offerta di criteri ed eventualmente nominativi “in vista delle nomine dei presbiteri” (Liber sinodalis n. 14). “Fondamentale sarà la maturazione di un clima di preghiera e fraternità tra i membri, in ordine allo sviluppo di un sentire comune che potrà in particolare giovarsi del metodo della Conversazione nello Spirito”, ha evidenziato il vescovo. I Consigli di zona resteranno in carica fino al 31 dicembre 2030.

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