Pontificie opere missionarie: conclusa l’Assemblea generale. Don Pizzoli (Missio), “le Pom insegnano a sentirci parte di una Chiesa universale”

Don Giuseppe Pizzoli (foto SIR/Missio)

“Abbiamo appena celebrato la messa di chiusura dell’Assemblea generale delle Pontificie opere missionarie. È stata un’assemblea molto vivace, con la partecipazione di circa 130 direttori nazionali provenienti da tutto il mondo”. Lo racconta al Sir don Giuseppe Pizzoli, direttore generale della Fondazione Missio (Cei) e direttore nazionale delle Pom italiane. Durante l’annuale Assemblea delle Pom, svoltasi a Roma dal 27 maggio fino ad oggi, 3 giugno, i direttori nazionali in arrivo dai cinque continenti sono stati ricevuti in udienza da Papa Leone XIV. Lunedì 1° giugno, nella Sala Clementina del Palazzo apostolico, il Santo Padre ha accolto i rappresentanti della rete mondiale delle Pom, insieme al cardinale Luis Antonio Tagle e ai Segretari internazionali delle quattro Opere. Tra i partecipanti, era presente don Giuseppe Pizzoli.
“Si è sentita la mancanza di un presidente, che da un anno e mezzo ci manca, però questo non ha diminuito la partecipazione dei vari direttori nazionali. Si è notata – prosegue don Pizzoli – una forte crescita dello spirito missionario e delle Pontificie opere nei Paesi di recente evangelizzazione. C’è un grande entusiasmo nel sentirsi parte di una Chiesa universale. E questo mi sembra molto positivo, anche per noi che siamo i direttori dei Paesi di antica tradizione”. Dal punto di vista dell’animazione missionaria “si avverte che i Paesi ‘emergenti’ diventano animatori anche per noi, che facciamo più fatica a mantenere vivo lo spirito missionario nelle nostre Chiese. Un’altra sottolineatura è il fatto che facciamo sempre più fatica nel nostro continente europeo ad avere lo sguardo aperto delle nostre comunità verso il sostegno alla missione universale della Chiesa”.
Il direttore di Pom Italia sottolinea: “Abbiamo però sperimentato proprio questi giorni come il condividere il cammino di tante Chiese nelle loro situazioni più disparate – da quelle ‘più avanti’ di noi per certi aspetti, anche dal punto di vista dell’evangelizzazione, a quelle più giovani, in difficoltà per certi aspetti – ci mostra uno slancio e una ricchezza di doni che può essere utile. Le Pontificie opere missionarie hanno il compito specifico di sostenere i missionari nell’opera di evangelizzazione, sia con la preghiera, prima di tutto, che con l’aiuto economico. Facciamo più fatica rispetto a un tempo a mettere a disposizione dei beni economici per le giovani Chiese e invece le giovani Chiese vivono con entusiasmo il fatto di aver ricevuto finora e poter ora partecipare, magari in misura piccola, ma partecipare al sostegno dei missionari che portano il Vangelo nel mondo. E questo è veramente molto significativo, molto entusiasmante”.
Infine: “Si è parlato molto in questi giorni della Giornata missionaria mondiale di quest’anno che è la centesima e sul fatto che questa possa essere un’opportunità anche per noi in Italia di rilanciare lo spirito, il carisma delle Pontificie opere missionarie che ci insegnano a sentirci parte di una Chiesa universale, sentirci parte di una famiglia più grande della nostra parrocchia, molto più grande della nostra diocesi. Più grande della stessa tradizione cristiana del nostro Paese. Facciamo infatti parte di una Chiesa universale nella quale tutti siamo fratelli e figli dello stesso Padre: questo è lo spirito forte che si è respirato in questi giorni nell’Assemblea delle Pom. Tutti elementi che speriamo di poter rilanciare in occasione della centesima Giornata missionaria mondiale di fine ottobre”.

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