Infanzia: da oggi a Roma il Global Summit 2026 “Fostering hope for children”. Oltre mezzo miliardo di minori vive in aree di conflitto

Un mondo sempre più segnato da guerre, crisi climatiche e instabilità economica sta ridisegnando profondamente l’infanzia, mettendo a rischio il benessere dei più piccoli. Oggi oltre mezzo miliardo di bambini e adolescenti, pari a un minore su cinque, vive in contesti di conflitto, mentre continua a crescere il numero di chi è costretto a lasciare la propria casa: nel 2025 si è raggiunto il dato record di 13 milioni di minori sfollati, con un aumento del 46% rispetto all’anno precedente. In questo scenario si inserisce il Global Summit 2026 “Fostering hope for children”, in programma a Roma da oggi al 5 giugno presso il Pontificio Istituto patristico Augustinianum, promosso da World Vision International insieme a The Society for Global Flourishing, Harvard University e Baylor University. Un appuntamento che riunisce leader mondiali, esperti, accademici e operatori umanitari con l’obiettivo di promuovere azioni concrete per restituire speranza alle nuove generazioni. Al centro della tre-giorni, spiegano i promotori, la necessità di un approccio integrale alla cura dei bambini, capace di rispondere non solo ai bisogni materiali ma anche a quelli sociali, emotivi e spirituali. Tra le domande che guideranno il confronto: come favorire alleanze tra famiglie, comunità e istituzioni per un cambiamento duraturo, quale contributo possano offrire le organizzazioni impegnate sul campo alla crescita morale dei minori e come il dialogo tra culture e religioni possa diventare strumento per contrastare sofferenze e disuguaglianze. Nel corso del summit, World Vision presenterà anche nuovi dati scientificamente validati su come i bambini vivono la speranza e l’amore, offrendo una prospettiva innovativa sulle dimensioni relazionali ed emotive dello sviluppo infantile. Tra i temi affrontati figurano l’impatto della speranza sulla salute mentale, la formazione spirituale del bambino, le conseguenze delle avversità e la promozione delle risorse personali e familiari. I lavori si sono aperti questa mattina con la partecipazione all’udienza e con il saluto di Papa Leone XIV, seguita dalla sessione inaugurale guidata dal presidente e Ceo di World Vision International, Andrew Morley, e da Glen Comiso dell’Human Flourishing Program dell’Università di Harvard. Attesi, tra gli altri, gli interventi di alcune first ladies, di rappresentanti delle istituzioni internazionali e di organizzazioni impegnate nella tutela dell’infanzia. “Lavorare insieme per il benessere dei bambini è una responsabilità globale”, sottolineano gli organizzatori, richiamando l’urgenza di superare approcci frammentati. Una prospettiva condivisa anche da World Vision Italia, che evidenzia come le grandi sfide del nostro tempo – dalla povertà alle crisi umanitarie – possano essere affrontate solo attraverso una collaborazione ampia tra Ong, istituzioni, comunità religiose e società civile. In un contesto segnato da incertezza e conflitti, il summit intende rilanciare un messaggio chiaro: investire nella persona del bambino nella sua totalità è la condizione indispensabile perché la speranza possa mettere radici e generare futuro.

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