Magnifica Humanitas: Olah (Anthropic), “nell’IA troviamo stati interni che riflettono gioia, paura e inquietudine”

(Foto ANSA/SIR)

“Troviamo strutture che rispecchiano risultati delle neuroscienze umane. Troviamo prove di introspezione. Troviamo stati interni che rispecchiano funzionalmente gioia, soddisfazione, paura, dolore e disagio. Non so cosa significhi, ma penso che meriti un discernimento continuo”. Lo ha dichiarato Christopher Olah, cofondatore di Anthropic e responsabile della ricerca sull’interpretabilità dell’intelligenza artificiale, intervenendo oggi alla presentazione di “Magnifica Humanitas” nell’Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano. Olah ha esordito con una premessa inattesa: “Ogni laboratorio di IA d’avanguardia, incluso Anthropic, opera all’interno di un insieme di incentivi e vincoli che possono talvolta entrare in conflitto con il fare la cosa giusta”. Da qui la necessità di voci esterne: “Se vogliamo che questa tecnologia vada bene, è enormemente importante che ci siano persone al di fuori di quegli incentivi, disposte a dire cose difficili, a essere critici sinceri e riflessivi”. Olah ha spiegato che i sistemi di IA “non sono i robot freddi e calcolatori che ci erano stati promessi”, ma “sono fatti di noi, delle nostre parole”. Tre, per lui, le questioni sulle quali la voce della Chiesa è “più necessaria”: il dovere verso i poveri, l’immaginazione morale sul fiorire umano e la natura stessa dei modelli di IA. “Oggi è solo l’inizio, l’avvio di una lunga collaborazione tra coloro che costruiscono questa tecnologia e coloro che possono vedere ciò che noi, dall’interno, non riusciamo a vedere”, ha concluso.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia