“In questo anno, a partire da stasera fino al tempo di Avvento di tutto l’anno prossimo possiamo, a partire da alcune sollecitazioni che ho sollevato e che provengono dal discorso che Gesù fa nella sinagoga di Nazareth secondo il Vangelo di Luca, ascoltiamo la voce di tutti, parrocchie, gruppi, associazioni, persone che appartengono alla Chiesa cattolica e alle Chiese sorelle, che fanno parte del nostro ambiente o meno, per un discernimento comunitario”. Con queste parole sabato sera, in occasione della veglia di Pentecoste nella chiesa cosentina di Santa Teresa, mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, ha consegnato alla diocesi il documento “Sentinella quanto resta della notte?”, ovvero “Un pre-testo per il discernimento comunitario”. Al momento di preghiera hanno partecipato le comunità di lingua straniera presenti in diocesi. “Insieme – a partire dalle parole del Signore nella sinagoga – vogliamo riflettere su cosa pensiamo dei poveri, dei prigionieri, dei ciechi, di coloro che cercano la libertà”, ha detto mons. Checchinato. Il documento intende favorire “un atteggiamento di discernimento” per “capire cosa il Signore ci chiede rispetto ai poveri, a quelli che mancano cibo, ma anche ai poveri di disperazione, di speranza, di coraggio”. Difatti, “lo Spirito Santo dentro di noi ci permette di guardare la nostra storia e quella del mondo con occhi nuovi”. Mons. Checchinato sollecita la riflessione su “chi sono i prigionieri, coloro che sono chiusi dietro le sbarre, ma che sono prigionieri del loro modo di pensare Dio”; e ancora, chiede alla diocesi di riflettere sui ciechi, “quelli che non vedono, ma anche noi, che tante volte non ci siamo resi conto di coloro che ci stavano accanto”. Il discernimento comunitario, che intende “non fornire risposte ma suscitare domande”, occorre a “crescere in una visione globale della nostra esperienza umana”. Nella stessa occasione mons. Checchinato ha annunciato “dall’Avvento 2027 alla Pentecoste 2030 la visita pastorale nelle realtà ecclesiali della nostra Chiesa locale”.