Verona Capitale italiana del volontariato 2027: mons. Pompili, “riconoscimento importante per le tante persone impegnate in vari ambiti”

“Si tratta di un riconoscimento importante per le tante persone impegnate in vari ambiti, da quello sanitario a quello culturale. È allo stesso tempo anche un investimento sul futuro perché il volontariato oggi chiede un maggior coinvolgimento, anche di giovani, e un ripensamento perché possa essere forza di solidarietà dentro una situazione molto parcellizzata che chiede molteplicità di persone, disponibilità e competenze”. Così mons. Domenico Pompili, presidente Caritas diocesana veronese, ha commentato la scelta di Verona come Capitale italiana del volontariato del 2027. La città è risultata vincitrice del bando nazionale promosso da CSVnet – l’associazione dei 49 Centri di servizio per il volontariato – in partenariato con Forum Terzo Settore e Caritas Italiana, in collaborazione con ANCI. “Diventare Capitale del volontariato per l’anno 2027 ci onora – ha affermato don Matteo Malostro, direttore della Caritas diocesana veronese – non solo per il prestigioso riconoscimento, ma soprattutto perché a vincere è stato un sistema già esistente fatto di reti, interconnessioni e condivisione. Ci è data ora l’opportunità di continuare a crescere, convinti che in questo mondo malato di guerra oggi più che mai il volontariato possa essere un laboratorio di nuova umanità”. La scelta di Verona si inserisce in un contesto ricco di enti e reti associative. A marzo 2026 si contano circa 500 organizzazioni di volontariato iscritte al Registro unico nazionale del terzo settore e quasi 950 associazioni di promozione sociale. Ad esse si aggiungono 6.200 enti non profit attivi negli ambiti culturale, sociale ed educativo. Protagonisti di questa realtà sono gli 85mila volontari che offrono i loro servizi, anche attraverso iniziative rivolte ai giovani e percorsi di inclusione.

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