Nel rapporto “Gaza Rapid Damage and Needs Assessment” (Rdna), pubblicato oggi a Gerusalemme, Ue e Nazioni Unite, insieme alla Banca Mondiale, sottolineano che il processo di ricostruzione dovrà essere guidato dai palestinesi e basarsi su criteri di inclusività, trasparenza e responsabilità, con particolare attenzione ai bisogni delle categorie più vulnerabili. Fondamentale sarà anche favorire il trasferimento della governance all’Autorità palestinese, in linea con la stessa risoluzione Onu e con un più ampio piano politico orientato alla soluzione dei due Stati. Tra le condizioni indispensabili per il successo della ricostruzione vengono indicate “un cessate il fuoco duraturo e adeguate condizioni di sicurezza”, insieme a un accesso umanitario senza ostacoli e al ripristino immediato dei servizi essenziali. Cruciali anche la libertà di movimento per persone e merci tra Gaza e Cisgiordania, un sistema finanziario funzionante e trasparente e una governance chiara e responsabile. Il rapporto evidenzia inoltre la necessità di rimuovere le macerie, gestire gli ordigni inesplosi e garantire la tutela dei diritti su case, terre e proprietà come prerequisiti per la ricostruzione. Alla comunità internazionale viene chiesto di mobilitare rapidamente risorse e competenze in modo coordinato. “Ripresa e ricostruzione di Gaza, attuazione della risoluzione 2803 e realizzazione della soluzione dei due Stati non sono percorsi separati, ma strettamente interconnessi”, sottolineano Ue e Nazioni Unite. Senza la ricostruzione materiale e istituzionale e senza un chiaro percorso verso uno Stato palestinese, avvertono, non sarà possibile conseguire una pace giusta e duratura. Nel comunicato congiunto, i rappresentanti delle due istituzioni, tra cui Alexandre Stutzmann e Ramiz Alakbarov, ribadiscono l’impegno a sostenere il popolo palestinese e a promuovere una soluzione politica stabile nella regione, fondata sul diritto all’autodeterminazione e sulla dignità delle persone.