Gesù non è “un erogatore di servizi”, “un idolo che si cerca solo quando ci serve, finché ci serve”. È il monito del Papa, nell’omelia della messa nella spianata di Saurimo. Le parole della folla, il riferimento al racconto evangelico, “rivelano i progetti di chi non desidera l’incontro con una persona, ma il consumo di oggetti”, ha spiegato Leone XIV, che ha messo in guardia dalle situazioni in cui “alla fede autentica si sostituisce un commercio superstizioso, nel quale Dio diventa un idolo che si cerca solo quando ci serve, finché ci serve. Persino i più bei doni del Signore, che sempre si prende cura del suo popolo, diventano allora una pretesa, un premio o un ricatto, e vengono fraintesi proprio da chi li riceve”. “Esistono motivi sbagliati per cercare Cristo, anzitutto quando viene considerato un santone o un portafortuna”, la tesi del Pontefice: Gesù non è “un leader da riverire per tornaconto”, ma “un maestro cui voler bene”. Nonostante ciò, Gesù “non respinge questa ricerca insincera, ma la sprona a convertirsi”: “Non caccia via la folla, ma invita tutti a esaminare cosa palpita nel nostro cuore. Cristo ci chiama a libertà: non vuole servi o clienti, ma cerca fratelli e sorelle cui dedicarsi con tutto sé stesso”.