“Scegliendo Napoli per il suo primo anniversario, il Santo Padre non viene a celebrare un’istituzione, ma viene a farsi pellegrino tra le nostre contraddizioni, tra la bellezza che incanta e le ferite che ancora sanguinano”. Lo ha dichiarato, stamattina, il card. Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, in occasione della conferenza stampa sulla visita di Leone XIV a Napoli, l’8 maggio, primo anniversario della sua elezione al soglio pontificio.
“Napoli è una città che sa essere porto e rifugio, ma è anche una terra che grida per le sue povertà antiche e nuove. Accogliere il Papa significa, per noi, rinnovare l’impegno a non girare lo sguardo dall’altra parte davanti al disagio dei nostri giovani e alla solitudine degli ultimi. La sua presenza tra il duomo e piazza del Plebiscito deve essere un incoraggiamento a trasformare la speranza in un impegno civile concreto, perché la fede senza le opere è una lampada senza olio”, ha spiegato il porporato, che ha tenuto a precisare: “Non accogliamo un ospite lontano, ma un fratello che nel giorno del suo ‘sì’ più grande ha scelto di stare con noi, qui, dove la speranza combatte ogni giorno contro la rassegnazione”.
Infatti, “Papa Leone XIV non viene tra noi come un potente della terra che conta eserciti o mercati; viene come un pellegrino di pace, un uomo di Vangelo”. La scelta dell’8 maggio “non è un caso”: “Sceglie noi, sceglie questa terra di ‘vicoli e di mare’, dove la bellezza convive con il fango, dove la speranza è un esercizio quotidiano di resistenza”. Il Papa “camminerà con noi. La sua presenza è un invito a dire che c’è un’altra strada rispetto alla violenza e all’indifferenza. Perché il volto di Cristo lo ritroviamo negli occhi dei piccoli e di chi abita le periferie dell’anima”.
Non solo: “Papa Leone ci ricorda che la pace non è un’utopia lontana, ma si costruisce abbassando le armi dell’odio e rialzando chi è caduto. E porta una pace che non si impone, ma che trasforma, la stessa pace che cerchiamo per i nostri quartieri e per i figli di questa terra. Napoli ha bisogno di questa pace, che trasforma dal di dentro, partendo dal basso, dalle mani sporche di chi lavora in silenzio per il bene comune”.
Il cardinale ha ribadito l’importanza di “camminare insieme”: “Questa visita non è un evento di facciata, ma l’impegno di un popolo di accoglienza e fede vera che vuole rialzarsi e sognare ancora”. Di qui l’invito: “Lasciamoci guardare da lui, ma soprattutto lasciamoci convertire dal suo sguardo. Perché la visita passi, ma resti in noi il coraggio di essere, ogni giorno, artigiani di giustizia e profeti di speranza”.
E ha concluso con un “Benvenuto, Papa Leone. Napoli ti abbraccia”.