Alla luce dei nuovi dati che indicano che oltre la metà della popolazione haitiana continua a soffrire di grave insicurezza alimentare, il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Wpf) lancia un appello urgente per proteggere i recenti e fragili progressi nella lotta contro la fame nel Paese.
Un’analisi aggiornata della Classificazione integrata delle fasi di sicurezza alimentare (Ipc) rivela che 5,8 milioni di haitiani – circa il 52% della popolazione – affrontano livelli di crisi o peggiori di insicurezza alimentare (Fase 3 dell’Ipc o superiore). Di questi, oltre 1,8 milioni si trovano in condizioni di emergenza (Fase 4 dell’Ipc) per il periodo da marzo a giugno 2026, il che significa che non sono in grado di soddisfare nemmeno i propri bisogni alimentari di base.
Nel 2025, nonostante un contesto operativo complesso, il Wfp ha collaborato con il Governo e diversi partner per assistere 2,7 milioni di persone ad Haiti attraverso aiuti alimentari d’emergenza, pasti scolastici, programmi di protezione sociale e sostegno ai piccoli agricoltori. Ciò ha contribuito a un leggero miglioramento della sicurezza alimentare rispetto alle proiezioni iniziali per lo stesso periodo. Tuttavia, il Wfp avverte che questo modesto progresso, ottenuto con tanta fatica, potrebbe essere rapidamente vanificato. L’aumento dei prezzi del carburante, alimentato dal conflitto in Medio Oriente, sta facendo lievitare i costi dei trasporti e dei generi alimentari. Ha avvertito Wanja Kaaria, direttrice del Wfp ad Haiti: “Combattere la fame è fondamentale per ripristinare la stabilità ad Haiti. Non possiamo costruire la pace quando le famiglie non hanno nulla con cui sfamare i propri figli”.