Affluenza record del 50% e netta vittoria dell’ex Presidente della Repubblica Rumen Radev, sceso in campo con il suo nuovo partito “Bulgaria progressista” che ha ricevuto il 44,48% dei consensi alle elezioni politiche anticipate svoltesi ieri in Bulgaria. Con questo risultato, Radev avrà la maggioranza assoluta di 131 seggi sui 240 nel parlamento unicamerale bulgaro e potrà formare un governo per i prossimi quattro anni rompendo – forse – il ciclo di instabilità politica che ha caratterizzato la vita politica nel Paese. Presidente per nove anni, ex capo dell’aeronautica militare, Radev è noto per le sue posizioni di distensione nei confronti della Russia e per la sua vicinanza a politici come Viktor Orban e Robert Fico. Ad ampia distanza segue la coalizione liberale di “Continuiamo il cambiamento – Bulgaria democratica” con il 13,65%, mentre terzo arriva lo storico partito di destra Gerb con Boyko Borisov al 13,18%. Nel parlamento entra anche il “Movimento dei diritti e delle libertà” di Delyan Peevski, noto tycoon sanzionato da Usa e Gran Bretagna con 5,80% e il movimento radicale filorusso “Rinascimento” con 4,43%. “Abbiamo votato attivamente, abbiamo vinto l’apatia, ma la sfiducia nei confronti della politica bulgara è ancora grande e questo è solo il primo passo verso il ripristino del contratto sociale”, ha dichiarato Rumen Radev. Specialmente per i media stranieri, il nuovo leader politico ha detto in inglese che “l’Europa è vittima delle sue ambizioni di essere leader morale senza regole”, auspicando di rinnovare il dialogo con la Russia. Comunque, l’ex presidente ha assicurato che “la Bulgaria continuerà il suo cammino europeo” e ha dichiarato di volere “una Bulgaria forte in un’Europa forte”, Europa che “ha bisogno di pensiero critico e pragmatico”.