“In un mondo affamato di pace, di giustizia, di rispetto della legalità, l’attenzione nei confronti della dignità dei malati è una testimonianza profetica concreta della forza dei piccoli gesti capaci di mettere un granello di polvere negli ingranaggi delle guerre che sembrano spesso inarrestabili”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli, in occasione della Giornata diocesana del malato. “Il fatto di aver posticipato al tempo pasquale questo evento per permettere una più agevole partecipazione alla celebrazione eucaristica delle persone malate, ci offre la possibilità di riflettere sulla vita nuova che viene dal dono dello Spirito del risorto e che si manifesta nelle opere di carità, in particolare quella di visitare i malati”, ha osservato il presule.
Richiamando il messaggio di Papa Leone per la XXXIV Giornata del malato intitolato “La compassione del samaritano, amare portando il dolore dell’altro” e le parole di Papa Francesco nell’enciclica “Fratelli tutti”, mons. Gambelli ha sottolineato che “molte volte vivere la fedeltà alla missione di cura integrale delle persone malate chiede il coraggio della perseveranza”. E ha concluso con un’invocazione: “Aiutaci Signore a essere sordi a quelle voci che frenano il nostro slancio di vivere la fede come Tu ci ha insegnato con uno stile di vicinanza, compassione e tenerezza”.