“Dare continuità e attuazione alle proposte del Documento di sintesi del Cammino sinodale ‘Lievito di pace e di speranza’, che in parte sono già in cantiere nelle singole diocesi e in parte allo studio della Cei, compresa la riforma dello Statuto”. È questa, all’insegna della sinodalità, la priorità del Consiglio permanente dei vescovi italiani, che si apre oggi a Roma, fino al 23 settembre. “Ascoltarci, condividere le responsabilità, cercare insieme come servire le nostre Chiese sono parte dell’annuncio, non una sua premessa organizzativa”, ha precisato il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, introducendo oggi i lavori: “La comunione che viviamo rende credibile la parola che rivolgiamo agli altri, genera e rigenera la nostra decisiva unità”. “L’unità non serve a proteggerci dal mondo: è un dono per raggiungerlo con il Vangelo”, ha ribadito il cardinale: “Avviene anche il contrario: i discepoli discutono su chi è il più grande e il Signore resta solo. La comunione con il Successore di Pietro e tra noi vescovi chiede di diventare cura vicendevole, disponibilità a portare insieme le fatiche, libertà di parlare con franchezza senza smettere di ascoltare. La comunione è la nostra forza, che fa vivere come nostre le gioie o le sofferenze dei fratelli”. “In una società di legami così deboli e dove è facile separarsi, una Chiesa fedele all’amore, che impara a volersi bene e a camminare insieme, diventa un faro di speranza che rende concreto l’amore di Dio”, ha affermato il presidente della Cei: “Chiediamo al Signore di aiutarci a essere una Chiesa libera di annunciare, perché radicata in Lui e vicina alla vita delle persone”. Non è mancato il ricordo del cardinale Ruini, nel cui ministero “abbiamo conosciuto l’amore alla Chiesa e al Successore di Pietro, la passione per una fede pensata e vissuta, capace di dialogare con le domande del nostro tempo e produrre cultura cristiana e umanesimo”: “Non vogliamo disperdere questa dedizione”, ha assicurato Zuppi.