In seguito alle elezioni nella città-stato di Berlino, vinte dal Partito della sinistra – Die Linke, con la candidata Elif Eralp, le Chiese si pongono come osservatori. Chiedono equità, ma esprimono anche preoccupazione. L’arcivescovo di Berlino, mons. Heiner Koch, ha detto che “come Chiesa, continueremo a monitorare criticamente la politica, a mettere in guardia contro le soluzioni apparentemente semplicistiche e a difendere coloro che sono sottorappresentati e non ascoltati nel dibattito politico”. Berlino, per Koch, è e rimarrà una città multiculturale. Nei diversi quartieri, la maggioranza dei berlinesi si aspetta risposte alle questioni più urgenti da partiti politici differenti, dice. Il vescovo protestante Christian Stäblein ha dichiarato: “Come Chiesa, ci impegniamo a rispettare la concezione cristiana dell’umanità e la dignità di ogni essere umano. Questo è il principio in base al quale, come Chiesa, osserveremo attentamente l’operato del senato appena formato”. Ha auspicato equità nei prossimi negoziati di coalizione al fine di trovare compromessi praticabili e chiari obiettivi comuni: “La città ha bisogno di un senato che abbia a cuore il benessere di tutti”. Il successo di Elif Eralp renderebbe Berlino il secondo land tedesco in cui Die Linke guida il governo regionale. Ciò accadde solo in Turingia. Ursula Schoen, direttrice della Diakonie berlinese, si è congratulata con Elif Eralp, ringraziandola per il suo impegno “in una campagna elettorale equa e obiettiva” e affermando che Eralp ha portato “proprio la gioia e l’approccio concreto” di cui Berlino ha bisogno nei prossimi anni. Tuttavia, il partito di Die Linke di Berlino è accusato di antisemitismo: il presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, Josef Schuster, ha criticato duramente la vittoria elettorale di Die Linke, e ha espresso la sua “profonda preoccupazione”, ricordandone ripetute dichiarazioni antisemite.