Il Partito della sinistra – Die Linke ha vinto le elezioni statali di Berlino con un margine molto più ampio di quanto previsto, con il 25,7%, con un miglioramento del 13,5% rispetto alle elezioni supplettive del 2023, battendo il partito di governo Cdu che ha raggiunto solo il 18,8%, con una perdita di 9,4 punti percentuali. Per Elif Eralp, la candidata di punta del Die Linke, e per la dirigenza del partito, questo si traduce in un chiaro mandato di governo: “Insieme, trasformeremo questo successo in un nuovo percorso per Berlino. Usciamo e cambiamo Berlino”, ha dichiarato nel suo discorso alla festa nella sala da ballo di Kreuzberg la 47enne Eralp, figlia di profughi turchi fuggiti nel 1980 dopo il colpo di Stato militare a Ankara. Una cosa è certa: Eralp non governerà da sola. La coalizione che governerà Berlino in futuro dipenderà principalmente dai Verdi e dai Socialdemocratici (Spd). Entrambi i partiti hanno un posto garantito nel nuovo governo. Ma a quali condizioni? I Verdi hanno auspicato una coalizione con Die Linke e l’Spd fin dall’inizio della campagna elettorale. La netta vittoria di Elif Eralp ha ora ulteriormente rafforzato questa preferenza. Il diumvirato che presiede il partito dei Verdi nel berlinese, Nina Stahr e Philmon Ghirmai, ha confermato le intenzioni della campagna per il voto: “Ora vogliamo assumerci la responsabilità e costruire un’alleanza progressista per Berlino insieme al Spd e al Partito della sinistra”. Il candidato di punta della Cdu, Stefan Evers, si è subito congratulato con Die Linke e con Elif Eralp per la vittoria elettorale. Il risultato “non è motivo di festa”, ha dichiarato nel suo discorso, alla luce della sconfitta pesante sia in termini di voti che di futuro per il partito. Ma non dispera Stefan Evers, dal canto suo, perché potrebbe sussistere una remota possibilità di una “coalizione della ragione”, con i Verdi e i Socialdemocratici.