Democrazia: Mattarella, “cultura e libertà non si fermano ai confini”

(Foto Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Cultura e libertà non si fermano ai confini”. È il messaggio lanciato ieri dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento alla 27ª edizione di Pordenonelegge, dove ha definito il libro e la lettura un “esercizio di libertà”. Ricordando che la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea tutela il diritto di esprimere, ricevere e comunicare idee “senza dover subire ingerenze pubbliche e senza limiti di frontiera”, il Capo dello Stato ha ripercorso il ruolo della cultura nella lotta ai regimi autoritari. Dai samizdat circolati clandestinamente nei Paesi dell’Est europeo ai casi del “Dottor Živago” di Pasternak e di Solženicyn, fino a Sacharov, Mandela, Sepúlveda e ai dissidenti perseguitati in America Latina, Mattarella ha sottolineato come libri, arte e pensiero libero abbiano alimentato i processi democratici. Richiamando anche le battaglie delle donne in Afghanistan e Iran, con figure come Mahsa Amini e Narges Mohammadi, ha ribadito che “la battaglia dei diritti sia lungi dall’essere conclusa”. “Va sempre rammentato, comunque, che il germe della libertà di pensiero, di vita, il valore delle persone, in altri termini, continua a persistere persino nei cicli più bui della storia”, ha affermato.

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