“Abbiamo il diritto di essere orgogliosi della strada percorsa”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha aperto ieri la sua riflessione a Pordenonelegge, ricordando che la 27ª edizione della manifestazione si svolge nell’anno delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica. Il Capo dello Stato ha sottolineato che, dopo la dittatura e la guerra, “a far progredire l’Italia, è stata la scheda elettorale l’arma disarmata del confronto legittimo”. “Sono il dialogo fra le culture, il confronto delle idee, i motori della storia”, ha aggiunto, indicando nella “Festa del libro e della libertà” un’espressione del percorso democratico del Paese. Mattarella ha poi evidenziato il valore dell’esperienza di Pordenonelegge e della futura Capitale italiana della cultura, ricordando che “cultura senza frontiere, dunque libertà” sono i pilastri della manifestazione. Nel finale ha richiamato il ruolo del Friuli Venezia Giulia come laboratorio di identità, innovazione e apertura, sottolineando che “la cultura dell’identità di un territorio è tutt’altro che in contrasto con l’apertura alle altre culture” e definendo la cultura “infrastruttura civile”, espressione dei territori, del lavoro, dell’industria e dell’innovazione.