Ai4Peace: Rojas Aravena (Università delle Nazioni Unite per la pace), “l’Ia è più vicina alla guerra che alla pace”

“La pace non la vediamo nei musei, ma è una ricerca costante. È un concetto che deve mettere l’essere umano al centro. Oggi l’intelligenza artificiale è più vicina al mondo della guerra che alla pace. Per questo è necessario educare a un’etica della consapevolezza umana”. Lo ha affermato Francisco Rojas Aravena, presidente dell’Università delle Nazioni Unite per la pace, durante il simposio biennale sull’intelligenza artificiale Ai4Peace, in corso alla Pontificia università lateranense. “L’Ia e i social creano polarizzazioni e organizzazioni settarie. I loro sistemi non sono neutri: le decisioni, i dati, includono cose che si basano su aspetti negativi – ha continuato Rojas Aravena -. Ci sono anche aspetti positivi, come la medicina, ma questi aspetti sono positivi solo perché sono basati su principi etici”. Rojas Aravena ha poi sottolineato come l’intelligenza artificiale peggiori situazioni di per sé complicate, come il cambiamento climatico, perché sfrutta acqua ed energia. “Le riflessioni sull’enciclica di Papa Leone sono una guida centrale per noi. Disarmare l’Ia è fondamentale, così come umanizzare le tecnologie. Se vogliamo la pace dobbiamo lavorare per la pace”, ha concluso il presidente dell’Università delle Nazioni Unite per la pace.

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