Il santuario mariano di Máriapócs in Ungheria ha accolto, dal 15 al 19 settembre, l’Incontro dei vescovi orientali cattolici di Europa. A partire dal 1997 a Nyíregyháza – spiega in un comunicato il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) –, questi incontri si sono svolti con cadenza annuale nelle sedi di diverse Chiese orientali cattoliche d’Europa. “Sono uno spazio ecclesiologico di dialogo, di confronto, di approfondimento e di preghiera anche”, scrive il Ccee, “per aiutare le Chiese orientali cattoliche del vecchio continente nel loro cammino ecclesiale nei momenti di progresso e di fioritura, ed anche nei momenti più travagliati che tocca loro di vivere. Con questi incontri, esse vogliono far presente sempre la loro voce e la presenza nella comunione della Chiesa Cattolica, una comunione che parte già dalla propria comunione tra di noi, e dalla presenza fisica ed operante nei nostri incontri, che diventano veramente collegiali e sinodali”. Nel suo saluto il presidente del Ccee, mons. Gintaras Grušas, ha sottolineato come questo incontro rappresenti “un grande dono ed un segno importante per tutta l’Europa”.
Il tema scelto per quest’incontro è l’identità, in diaspora, delle Chiese orientali cattoliche, e la loro testimonianza in Occidente. Un argomento segnato dalla diaspora e dai tanti movimenti migratori: dall’Ucraina a Londra, dal centro Europa all’Italia centrale e meridionale, fino all’Etiopia, e senza dimenticare le presenze in Europa di Chiese di tradizione siriaca provenienti dal Medio Oriente e dall’India. All’incontro ha partecipato anche il card. Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali, che ha confermato l’interesse della Santa Sede verso le Chiese di tradizioni orientali in piena comunione con la Sede Apostolica. Nel suo indirizzo iniziale, il cardinale ha messo in luce “la forza teologica e mistagogica delle liturgie dell’Oriente cristiano in un Occidente non soltanto secolarizzato ma soprattutto impoverito della dimensione simbolica, poetica e bella delle celebrazioni liturgiche”. La liturgia – scrive il Ccee – diventa pertanto “un mezzo di evangelizzazione perché parla oggi e sempre” ad un’umanità “povera di immagini e di emotività che escano dal cuore dell’uomo”.
L’incontro si è concluso con l’impegno da parte di tutti i partecipanti a “vivere e far vivere la dimensione liturgica, ecclesiale e pastorale nelle Chiese orientali cattoliche, sia nelle loro terre di origine, sia nella diaspora che non dovrebbe essere mai sinonimo di dispersione, bensì di comunione fraterna ed ecclesiale”. Il prossimo anno, l’incontro sarà ospitato dal 15 al 18 settembre nell’eparchia di Križevci in Croazia e sarà dedicato alla formazione al sacerdozio e alla vita monastica. L’evento coinciderà con due importanti ricorrenze: i 250 anni dall’erezione dell’Eparchia e i 1200 anni dalla nascita di san Cirillo, co-patrono d’Europa e protagonista dell’inculturazione del Vangelo.