Inghilterra: verso il divieto di accesso ai social per gli under 16. Mons. Arndol al Sir, “sicurezza dei minori nel mondo digitale è prioritario”

“La sicurezza dei bambini e dei giovani nel mondo digitale è di primaria importanza. I giovani oggi affrontano molte pressioni, spesso aggravate da contenuti irrealistici e dannosi a cui hanno accesso online”. Interpellato dal sir, il vescovo John Arnold, responsabile per la Comunicazione della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles commenta così l’annuncio dato ieri dal primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, sulla svolta radicale che il suo governo vuole dare per la sicurezza online dei minori con l’intenzione di introdurre una legge che stabilisce il divieto assoluto di accesso ai social media per tutti i minori di 16 anni.

Il governo britannico si è allineato a una tendenza globale (l’Australia è stata pioniera con una misura identica) per contrastare anche il potere delle Big Tech. A questo proposito il vesvovo inglese ricorda quanto affermato da Papa Leone nell’enciclica Magnifica humanitas. Nell’era digitale, “un ordine sociale giusto nel tempo del digitale è quello che garantisce a tutti un accesso equo alle opportunità, protegge i più piccoli e i più fragili, contrasta l’odio e la disinformazione, sottopone a controllo pubblico l’uso dei dati e delle tecnologie, così che il criterio non sia il solo profitto ma la dignità di ogni persona e il bene dei popoli”.

“Quando si tratta di un uso responsabile e appropriato della tecnologia – rileva mons. Arnold – la protezione dei bambini e dei giovani è una responsabilità condivisa tra genitori, scuole, governo e società. Esorto tutti a collaborare per proteggere e porre la dignità della persona umana, in particolare dei bambini, dei giovani e dei vulnerabili, al centro degli sviluppi tecnologici e legislativi”.

Il governo britannico punta a far approvare la legge entro Natale, con l’obiettivo di rendere il blocco effettivo a partire dai primi mesi del 2027 (probabilmente in primavera). Le aziende tecnologiche avranno un periodo di tre mesi per adeguarsi volontariamente prima che scattino gli obblighi di legge e le sanzioni. Il divieto dovrebbe riguardare tutte le applicazioni il cui scopo principale è favorire l’interazione sociale e la pubblicazione di contenuti da parte degli utenti. Si parla di colossi come TikTok, Instagram, Snapchat, Facebook e X. Potrebbero subire forti restrizioni o limitazioni anche piattaforme di gaming o intrattenimento come Roblox, Discord e Twitch. L’applicazione pratica è la sfida più complessa. L’autorità britannica per le comunicazioni è stata incaricata di condurre uno studio d’urgenza per stabilire quali sistemi di verifica dell’età (age verification) siano realmente efficaci e a prova di aggiramento.

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