Palestina: Baskin (Ico), “senza elezioni del Parlamento non si rinnova l’Olp”. Nodo Plc‑Pnc al centro del processo

(Foto Calvarese/SIR)

Il rilancio della rappresentanza politica palestinese passa attraverso un nodo istituzionale decisivo: il rapporto tra Parlamento (Palestinian Legislative Council, Plc, Anp) e Consiglio nazionale (Palestinian National Council, Pnc, Olp). È quanto evidenzia l’israeliano Gershon Baskin, direttore per il Medio Oriente dell’International Communities Organization (Ico) e negoziatore nel rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit, commentando i decreti emanati dal presidente Mahmoud Abbas in vista delle elezioni del Consiglio nazionale palestinese (Pnc), previste per il 1° novembre 2026. Baskin ricorda che il nuovo sistema elettorale stabilisce un Consiglio di 350 membri, di cui “200 dai Territori palestinesi e 150 dai palestinesi all’estero e nella diaspora”. Una novità centrale è che “i membri eletti del Plc serviranno come membri del Pnc durante il loro mandato”. Da qui deriva una conseguenza politica rilevante: “se i 200 seggi ‘nazionali’ del Pnc devono essere occupati dai membri eletti del Plc, allora vere elezioni del Pnc nei Territori richiedono anche elezioni del Plc”. In altre parole, non è possibile rinnovare davvero l’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) senza passare da elezioni parlamentari. Per questo, sottolinea l’analista, Abbas “non può chiedere il rinnovamento democratico dell’Olp attraverso elezioni del Pnc evitando il test democratico centrale all’interno della Palestina: le elezioni del Consiglio legislativo palestinese”. Il percorso di riforma, infatti, “deve passare attraverso elezioni a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est”.
Il Plc è il Parlamento dell’Autorità Palestinese, mentre il Pnc è l’organo dell’Olp che rappresenta l’intero popolo palestinese, inclusa la diaspora: due livelli distinti ma oggi strettamente collegati dal nuovo sistema. Tra le condizioni indicate da Baskin, la prima è che “le elezioni devono includere Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme Est”, perché “senza tutte e tre, mancherà la legittimità nazionale”. Sul nodo Hamas, aggiunge: “Hamas non può essere autorizzata a partecipare come milizia armata”, ma dovrebbe accettare il principio di “una sola autorità, una sola arma”. Altro punto critico è Gerusalemme Est, dove “Israele cercherà di bloccare il voto”: una questione che “deve essere affrontata a livello internazionale fin da ora”. Infine, la partecipazione della diaspora è definita “rivoluzionaria ma difficile”, perché può ampliare la rappresentanza ma anche creare nuove criticità. Per Baskin, le elezioni Plc‑Pnc rappresentano “la prima vera occasione, dopo due decenni, di restituire legittimità alla politica palestinese”, aprendo la strada a una possibile ricostruzione della leadership e, in prospettiva, a un nuovo scenario negoziale.

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