Minori migranti soli: Cnca e Unicef, presentato oggi a Roma “Terreferme”, un libro per raccontare l’esperienza di affido familiare

Quando una relazione può cambiare un destino? Quando una casa diventa un approdo? Quando accogliere significa creare possibilità? Da queste domande è partito “Il fattore umano”, l’incontro promosso oggi a Roma dall’Ufficio Unicef per l’Europa e l’Asia Centrale e dal Cnca-Coordinamento nazionale comunità accoglienti per presentare “Terreferme. Famiglie che accolgono, approdi che curano”, il libro – realizzato dal Cnca, con la prefazione del registra Matteo Garrone – che raccoglie esperienze, storie e pratiche nate nei percorsi di accoglienza familiare e comunitaria di minorenni migranti soli attivati dal progetto “Terreferme”.
Il progetto è nato dalla collaborazione tra Unicef e Cnca come esperienza di affido familiare per ragazzi e ragazze migranti soli e ha sperimentato forme di accoglienza fondate sulla relazione e sulla costruzione di legami. In otto anni, l’iniziativa ha reso possibili 160 affidi. Il volume restituisce uno sguardo concreto su cosa significa costruire relazioni di cura, appartenenza e futuro. Un racconto corale in cui prendono la parola famiglie affidatarie, ragazzi e ragazze in affido, operatori e operatrici e comunità: persone che hanno scelto di condividere un tratto di strada e che, attraverso l’incontro, hanno costruito nuove possibilità. Gli operatori e le operatrici che hanno ideato il libro hanno scelto consapevolmente di non produrre un manuale o un prontuario tecnico per “addetti ai lavori”, ma di raccogliere – attraverso le narrazioni – gli sguardi, le parole e le esperienze dei protagonisti del progetto.
“Otto anni fa immaginare l’affido per i minorenni migranti soli era un sogno, così rivoluzionario da sembrare un miraggio – dichiara Liviana Marelli, coordinatrice dell’Area Nuove generazioni e famiglie del Cnca -. Come la Terraferma dopo tanto mare. Costruire un modello di affido che facesse incontrare ragazzi e ragazze accolti nelle comunità in Sicilia con famiglie disponibili in Lombardia e in Veneto sembrava, allora, ancora più difficile. Oggi abbiamo la gioia, la gratitudine e anche la commozione di raccontare alcune di queste storie: incontri che hanno dato vita a legami profondi e nutrienti. Ci abbiamo creduto, ostinatamente e insieme: ragazzi e ragazze, famiglie e operatori”.
“Terreferme” è oggi un’esperienza che unisce dieci regioni, operatori del Cnca di tanti territori, famiglie e ragazzi e ragazze che, sognando la terraferma, hanno trovato “Terreferme”. Grazie a questo progetto il Cnca ha elaborato una metodologia di lavoro consolidata ed efficace per l’affido delle persone minorenni migranti sole, che si basa su alcuni punti chiave: un rapporto stretto con gli enti locali; équipe multidisciplinari – con competenze di intervento sociale, psicologiche, educativo-pedagogiche – che sono in grado di sostenere al meglio ragazzi/e e famiglie affidatarie; un’educatrice o un educatore reperibile H24 a cui le famiglie affidatarie possono rivolgersi in caso di necessità; l’attivazione di reti di famiglie locali a cui partecipano non solo le famiglie affidatarie, ma anche singoli o famiglie interessati all’affido, aggregazioni che offrono confronto, supporto, convivialità.

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