Aborto, contraccettivi, ricerca su cellule staminali embrionali, eutanasia, commercio di armi, pedopornografia, corruzione, pena di morte. Sono i settori di attività in cui non investire, secondo le “Linee guida in materia di investimenti etici e sostenibili” diffuse oggi dalla Cei. In nome della promozione della pace, è vietato oggi investimento per chi si occupa di produzione e commercio di armi, poiché “la dottrina Sociale della Chiesa condanna qualsiasi forma di corsa agli armamenti, di tipo convenzionale e non, e si oppone alle gravi distorsioni derivanti da spese militari eccessive e sproporzionate, anche se, all’oggetto d’arma in sé è riconosciuto anche un uso funzionale di difesa, quale ad esempio quello delle forze di polizia per garantire l’ordine pubblico”. Per la Cei, inoltre, “non si deve investire in società o paesi che applicano atteggiamenti discriminatori per etnia, cultura, religione, genere, o in società che hanno avuto gravi controversie per atteggiamenti discriminatori”. Non è consigliato investire neanche “in società coinvolte direttamente o indirettamente nella produzione e distribuzione di materiale pedopornografico, nemmeno se questa non dovesse superare il limi te del 10% del fatturato”. “Le società con controversie legate alla corruzione saranno escluse dall’investimento”, si legge nel testo, e “non saranno effettuati investimenti nei paesi che applicano la pena di morte” o in cui vigono regimi totalitari o dittature militari. Sono infine da escludere “istituti di credito o enti finanziari che hanno avuto gravi controversie dovute a pratiche finanziarie non trasparenti e coinvolgimenti in attività fraudolente”, società coinvolte nell’estrazione, nell’uso e nella produzione di energia tramite carbone, che hanno avuto forti controversie riguardanti l’inquinamento o che finanziano esperimenti sugli animali.