(Strasburgo) – Le sfide dell’intelligenza artificiale – tema della prima enciclica di Papa Leone, che sarà presentata il 25 maggio in Vaticano – e le misure di cybersecurity a livello comunitario hanno aperto la seconda giornata di plenaria al Parlamento europeo di Strasburgo. Dal cuore dell’emiciclo, la rappresentante del Consiglio, Marilena Raouna, avverte che le nuove capacità dell’Ia sono al tempo stesso “una risorsa e un rischio, perché nelle mani sbagliate – di criminali informatici o di attori statuali ostili – possono mettere in pericolo i nostri sistemi”. Le sfide riguardano innanzitutto la sicurezza: la vicepresidente esecutiva della Commissione, Henna Virkkunen, evidenzia come i punti deboli nei sistemi digitali “ora possono essere identificati a una velocità senza precedenti”, rendendo indispensabile una risposta coordinata. Gli strumenti non mancano, dalla legge quadro nota come Ia Act fino al Cyber Resilience Act, che obbliga i produttori di hardware e software a testare la vulnerabilità dei loro prodotti prima dell’immissione sul mercato e lungo l’intero ciclo di vita, con correzioni tempestive delle falle scoperte. Davanti agli europarlamentari, i co-legislatori hanno poi insistito sulla dimensione della sovranità tecnologica. “Sappiamo che la sola regolazione non basta: dobbiamo rafforzare la nostra autonomia in un contesto di competizione globale”, ha affermato Raouna, ricordando la dipendenza europea da attori esterni per cloud critico, semiconduttori e strumenti di cybersicurezza. Virkkunen, da parte sua, ha rimarcato l’obiettivo di “fare di più affinché in Europa esistano condizioni adeguate per modelli di business di cybersicurezza sostenibili”.