“Non è possibile ricavare benefici (rendimento di un investimento) da attività dannose per l’individuo o la società”, come le sostanze stupefacenti o il gioco d’azzardo. È una delle raccomandazioni delle “Linee guida in materia di investimenti etici e sostenibili”, diffusi oggi dalla Cei, in cui si esorta a distinguere tra la logia di mercato e la logica etico-religiosa, in cui “le decisioni di investimento sono guidate anche da considerazioni morali”. In particolare, in riferimento al grado di conformità ai principi etici e religiosi, “si può distinguere tra attività completamente non conformi ai principi religiosi cattolici”, per esempio, il gioco d’azzardo, “nei confronti dei quali nessuna deviazione è ammessa, e attività parzialmente conformi, che porta alla possibilità di includere alcuni elementi non coerenti, ma entro limiti di accettabilità”, ad esempio bevande alcoliche, compreso il vino. Sotto il profilo della selezione degli investimenti, è poi possibile distinguere tra “essere” e “divenire”. Ad esempio, “una società che opera nel settore petrolifero potrebbe essere considerata nell’ambito investibile perché l’impegno in termini di riduzione delle emissioni, pur trattandosi di attività inquinante, e le pratiche di riduzione dell’impatto ambientale sono ritenute molto significative”. E ancora: “L’investimento in industrie non perfettamente ‘verdi’, ma che stiano adottando programmi di responsabilità ambientale, può aiutare le medesime a ridurre le emissioni”.