Consiglio d’Europa: carceri, più di un milione di detenuti nel continente. Il 17% sono stranieri. Forte impatto di custodia preventiva

Nel rapporto sulla situazione dei penitenziari in Europa, reso noto a Strasburgo dal Consiglio d’Europa, risulta che i paesi con i tassi di incarcerazione più elevati sono stati la Turchia (458 detenuti ogni 100.000 abitanti), l’Azerbaigian (271), la Repubblica di Moldova (245), la Georgia (232), l’Ungheria (206), il Montenegro (200), l’Albania (192), la Polonia (189), la Lettonia (189), la Repubblica Ceca (178), la Serbia (174), la Lituania (154) e la Slovacchia (151). Complessivamente, in Europa, un detenuto su quattro si trova in custodia cautelare: “La detenzione preventiva, che spesso ha un forte impatto sulla densità carceraria, non segue un chiaro andamento regionale. I sistemi carcerari con le percentuali più elevate sono stati l’Albania (62%), il Montenegro (53%), l’Armenia (52%), la Svizzera (49%) e i Paesi Bassi (45%). I cittadini stranieri rappresentano “una quota consistente della popolazione carceraria in alcuni sistemi penitenziari e una percentuale molto ridotta in altri, per diverse ragioni, tra cui i flussi migratori, i quadri giuridici e i fattori geopolitici”. Complessivamente, in Europa, il 17% dei detenuti non è cittadino europeo. Tra le amministrazioni penitenziarie con percentuali particolarmente elevate di cittadini stranieri si annoverano Lussemburgo (78%), Svizzera (73%), Cipro (54%), Austria (53%), Slovenia (52%), Catalogna (Spagna) (52%), Grecia (52%), Malta (51%), Germania (47%).

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