Russia: condannato a 22 anni il giornalista Safronov e revocata la licenza alla Novaya Gazeta, il giornale co-fondato da Gorbaciov

Il tribunale della città di Mosca ha appena condannato il giornalista Ivan Safronov a 22 anni di reclusione per alto tradimento. A dare la notizia, tra gli altri è il canale Twitter di Vladimir Kara-Murza, un politico, anche lui in carcere. “Condannarmi significa ammettere che il lavoro giornalistico è un crimine in Russia”, ha affermato Safronov, classe 1990, dopo la sentenza di condanna per alto tradimento pronunciata dopo un processo a porte chiuse. Safronov è in carcere da 26 mesi, per indagini giornalistiche su accordi commerciali del ministero della difesa russa per la vendita di armi. La notizia oggi si accompagna a quella della decisione di un altro tribunale moscovita che ha giudicato non valido il certificato di registrazione della testata Novaya Gazeta, diretta dal premio Nobel Dmitry Muratov. “È una decisione ambigua e puramente politica, non ha basi legali”, la reazione del direttore che ha anticipato che ricorrerà in appello. La domanda sul perché dopo 20 anni dalla nascita del giornale sia stato decretato invalido l’atto fondativo non è stato chiarito dal tribunale, si legge sul sito della testata che aveva deciso di fermare le pubblicazioni a marzo per non cadere vittima della censura entrata in vigore dall’inizio di quella che la Russia di Putin chiama “operazione speciale” in Ucraina. A nulla è valso. La decisione del tribunale è stata presa a pochi giorni dalla morte dell’ex-presidente Gorbaciov, che della testata era stato co-fondatore e sostenitore.

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