Colombia: Mancuso e Timochenko depongono davanti a Commissione Verità. Morsolin (esperto diritti umani), “il dibattito ha nascosto tanti fantasmi”

“C’era tensione per il ritardo di un’ora dell’inizio del dibattito promosso da Commissione della Verita, dovuto a problemi tecnici da carcere di massima sicurezza statunitense dove è recluso Mancuso dal 2008”. Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani che vive da anni a Bogotá, capitale della Colombia, non ha perso una sillaba dell’audizione di ieri, alla Commissione della Verità, dell’italo-colombiano Salvatore Mancuso e dell’ex capo delle Farc Rodrigo Londoño, conosciuto come Timochenko.
“Mancuso – spiega Morsolin – non ha rivelato nulla del suo potere nell’impero del narcotraffico, grazie al quale ha investito nelle colline del Chianti. Suo cugino Domenico starebbe nascosto vicino a Genova per garantire il suo impero finanziario in paradisi fiscali come Montecarlo, come denunciato tra gli altri da Roberto Saviano. Il gesuita De Roux sta svolgendo un ruolo complicato per ottenere verità per le vittime, dopo centinaia di efferati massacri nell’arco di un ventennio (1987-2006) ma questo dibattito ha nascosto tanti fantasmi, ha nascosto la verità che chiedono 8 milioni di vittime in un conflitto armato esasperato da mezzo secolo di barbarie”.
In ogni caso, “Mancuso ha citato di aver sostenuto la campagna presidenziale dell’ex presidente Uribe, che spesso ha ricordato di voler ‘hacer trizas’, ridurre a pezzettini gli accordi di pace”.
Non mancano, sul fronte dei “falsos positivos”, novità importanti: “Il generale Montoya, capo dell’Esercito costretto alle dimissioni nel 2008 proprio per lo scandalo dei falsos positivos, è appena stato attaccato dalle madri di Soacha per essere il mandante dell’ideologia della dottrina militare del nemico interno alla base dei falsos positivos: venivano date ricompense all’esercito per dare la caccia a giovani poveri, camuffati da guerriglieri. Le madri di Soacha sono riuscite a portare Montoya sul banco degli imputati, evitando per lui il percorso della Giustizia speciale (Jep), proprio perché non ammetteva questa verità. Ora dovrà essere giudicato da un Tribunale, senza la protezione politica di Uribe”, conclude Morsolin.

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