Diocesi: card. Bassetti (Perugia), “occorre conversione e unità affinché il Sinodo non diventi un bel documento destinato agli archivi”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Il Signore oggi chiede a tutti noi una testimonianza più autentica e verace. Per questo occorre unità. Un’unità che è dono dello Spirito Santo e diventa capace di farci superare ogni tipo di ostacolo, perché fonda la sua speranza nella preghiera di Gesù: ‘ut unum sint!’. Siano una cosa sola!”. Lo scrive il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella lettera del “ai carissimi sacerdoti diocesani e religiosi, ai diaconi, ai seminaristi, a tutti i consacrati e all’intero popolo di Dio dell’amata arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve” in vista del Sinodo dei vescovi di ottobre, consultabile sul sito: www.diocesi.perugia.it.
“È lo Spirito Santo, che ci sprona continuamente verso la pienezza della verità. È ancora lo Spirito che sta spingendo le Chiese che sono in Italia in un ‘cammino sinodale’”, spiega il porporato.
“Qualcuno si chiede: saremo in grado di rispondere a questa sfida che il Santo Padre ha avuto il coraggio di proporci? Sì, è possibile, perché crediamo che valga anche per noi ciò che fu detto dall’Angelo a Maria di Nazareth: ‘Nulla è impossibile a Dio’. Il sì di Maria – osserva il card. Bassetti – mi richiama alla mente l’icona della nostra Madonna della Grazia, nella cattedrale. Essa è madre e icona della Chiesa; è simbolo della Chiesa che, orante, risponde il suo sì al sì di Dio, nei confronti dell’uomo. Ognuno di noi è chiamato a diventare, sempre di più, pur nei limiti della sua vita, pur nella gravezza delle sue colpe, un sì che risponde al sì di Dio”.
Per il cardinale “mediante questo atto di conversione si realizzerà quell’unità che il Signore vuole da parte nostra e alla quale noi profondamente aspiriamo”. “Senza ciò – aggiunge – anche il cammino sinodale della Chiesa italiana rimarrebbe un desiderio che potrà risolversi alla fine in un bel documento scritto, destinato agli archivi”. Infine, il card. Bassetti rivolge un augurio: “Non rassegnatevi al quotidiano o al pensiero ‘che si è sempre fatto così’; siate, carissimi, un popolo che ‘sta in piedi, come quello dell’Apocalisse, davanti al trono di Dio’”.

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