Diocesi: mons. Sorrentino (Assisi), “un mondo ricco di conoscenza ma povero di amore è sbilanciato e a rischio frana”

“L’ardore e il martirio di San Rufino tornino a scuoterci. Ci spingano a rimetterci in cammino con speranza. Questa ripartenza ecclesiale all’insegna della missione, ripartenza fervida e generosa, sarà il nostro vero contributo anche alla ripartenza economica e sociale che tutti ci auguriamo e sulla quale invochiamo la benedizione del Signore”. Lo ha detto il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, nell’omelia della concelebrazione eucaristica nella solennità del patrono San Rufino, presieduta stamattina, nella cattedrale di Assisi. La santa messa, concelebrata dal vicario generale, don Jean Claude Kossi Anani Djidonou Hazoumé, e dal parroco, don Cesare Provenzi, priore della cattedrale di San Rufino e vicario episcopale per l’economia, è stata allietata dalla cappella musicale di San Rufino. Presenti il clero diocesano, le autorità civili e militari e i tanti fedeli accorsi per rendere omaggio al Santo patrono di Assisi e della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.
A proposito della crisi della nostra società, il vescovo ha spiegato: “Abbiamo fatto enormi progressi nella conoscenza scientifica e tecnica. L’informazione è diventata capillare. Conosciamo con l’attimo di un clic quello che una volta si apprendeva con laboriose esplorazioni di biblioteche ed archivi. La scienza è cresciuta a dismisura, ma non altrettanto la conoscenza di Dio, che si traduce nell’amore di Dio e del prossimo”. Per il presule, “un mondo ricco di conoscenza e povero di amore è un mondo sbilanciato, a rischio frana, sempre in procinto di rovinare. La Chiesa è chiamata oggi a ‘ripartire’ non aspettandosi che si riempiano di incanto i nostri banchi, ma tornando in strada, rimettendo mano all’evangelizzazione, come nei primi tempi della sua storia. La vicenda di san Rufino, evangelizzatore e martire, torna di piena attualità. Non lo dobbiamo guardare solo come un patrono, ma come un programma. Oggi, nel mondo dei media, si usa parlare di ‘programmi’ e di ‘app’. La nostra Chiesa di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, è oggi chiamata a far sua la ‘app’ di san Rufino, ossia il programma della nuova evangelizzazione”.
La celebrazione è proseguita con l’offerta dei doni da parte del sindaco di Assisi Stefania Proietti.

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