Haiti: Chr al presidente Moïse, “semi della morte prevalgono sulla vita”

Rispetto alla denuncia di circa un mese fa fatta dai vescovi, “il quadro diventa solo più scuro. Non è stata presa alcuna decisione seria per alleviare le sofferenze delle persone o per proteggerle da aggressioni da tutte le parti”. È quanto denuncia, in una lettera aperta al presidente di Haiti Jovenel Moïse la Conferenza dei religiosi e delle religiose (Chr). Il testo è un duro atto d’accusa verso il presidente, che ha voluto avviare un cambiamento della Costituzione e posticipare a fine anno le elezioni presidenziali. “L’unica cosa che sembra interessarti – si legge – è completare un cosiddetto mandato a tutti i costi, con grande disprezzo per le pretese così legittime di un intero popolo. Viene da chiedersi: che senso ha aggrapparsi al potere anche illegittimamente o illegalmente, quando più della metà della sua popolazione vive in condizioni di insicurezza alimentare cronica? Perché voler a tutti i costi estendere o revocare una parvenza di mandato senza poter garantire la sicurezza della vita e dei beni, la libera circolazione delle persone? A cosa serve un presidente o un governo incapace di fermare il treno della morte che semina quotidianamente il lutto tra la popolazione?”.
Prosegue la lettera aperta: “Signor Moïse, come religiosi e religiose, noi interveniamo in tutti gli ambiti della vita delle persone e nei luoghi più remoti e difficili del Paese, dove lo Stato, per mancanza di mezzi, incompetenza o malafede, non arriva neppure, né esprime l’intenzione di andarci. Siamo testimoni privilegiati della miseria del nostro popolo. Sfortunatamente, sembra che tu ignori questa miseria. I religiosi, a 39 anni esatti dalla visita di Papa Giovanni Paolo II, riportano le sue parole: ‘Qui deve cambiare qualcosa e i poveri di ogni genere ricominciano a sperare!’”.
Secondo i religiosi e le religiose di Haiti, a trentotto lunghi anni da questa visita del Papa, “i semi della morte sembrano oggi prevalere sui semi della vita. Il Paese sta morendo, la popolazione è sotto giogo, l’insicurezza dilaga, i più poveri non ce la fanno più, la popolazione è allo sbando e al limite della disperazione, il Paese non è più governato. Siamo testimoni e vittime di troppi crimini, troppe ingiustizie e disuguaglianze”.

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