Papa in Iraq: incontro interreligioso, la testimonianza di due giovani

Si chiamano Dawood Ara, e Hasam Salim, e sono due ragazzi: il primo cristiano, l’altro musulmano, nati entrambi a Bassora. Hanno portato la loro testimonianza davanti al Papa e ai leader religiosi presenti all’incontro che si svolge nella piana di Ur. “Io e il mio compagno di classe Hasan frequentiamo il quarto anno superiore”, ha raccontato Dawood: “Siamo amici e ci frequentiamo regolarmente da quando abbiamo iniziato a studiare, otto anni fa; abbiamo giocato insieme, studiato insieme. Siccome abbiamo bisogno di soldi per coprire le spese degli studi, l’anno scorso abbiamo deciso di iniziare un lavoro part-time”. “Non volevamo semplicemente stare ad aspettare che qualcuno ci offrisse un lavoro, perché questo avrebbe richiesto troppo tempo”, ha spiegato Hasan: “Nel 2020 abbiamo preso un prestito di due milioni di dinari  per affittare un negozio nel centro di Bassora con l’intenzione di vendere vestiti. Siamo stati incoraggiati dalle nostre rispettive famiglie e dai nostri amici: tutti vengono a comprare da noi. Questo piccolo progetto ci rende felici e piano piano stiamo ripagando il nostro debito. Lavoriamo in modo tale che il tempo dedicato allo studio non ne risenta: ci organizziamo con i tempi e prestiamo anche attenzione alla prevenzione contro il Covid-19”. “La nostra ambizione – ha rivelato Dawood – è quella di portare a termine gli studi universitari: a me piace studiare comunicazione e ad Hasan invece piace l’arte”. “Anche se Dawood ed io non apparteniamo alla stessa religione, le nostre storie mostrano come sia possibile lavorare insieme, e anche che si può essere amici”, ha testimoniato Hasan. “Ci piacerebbe che molti altri iracheni vivessero la nostra stessa esperienza”, ha concluso Dawood: “Noi non vogliamo la guerra, la violenza, l’odio: noi vogliamo che le persone nel nostro Paese lavorino insieme e siano tra loro amiche”.

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