Terra Santa: Pizzaballa (patriarca) scrive alla diocesi sul Sinodo, “percorso illuminato dalla Parola di Dio”

Un invito a tutti i parroci “a essere protagonisti e a promuovere quanto ci viene richiesto dal Santo Padre facendo sì che le nostre comunità siano veramente coinvolte” accompagnato dal desiderio che anche “le altre realtà diocesane si lascino a loro volta coinvolgere: parrocchie, religiosi, religiose, monasteri contemplativi, seminari, giovani, gruppi, movimenti, associazioni, migranti, lavoratori stranieri… tutti coloro che sentono di avere una parola da dire, dovrebbero essere messi in grado di farlo”. È quanto contiene una lettera scritta dal Patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, al clero, ai religiosi e ai fedeli della diocesi patriarcale in vista della prossima apertura della fase diocesana del Sinodo dei vescovi, che prevede che ogni Chiesa locale avvii al suo interno dinamiche di ascolto e di riflessione sul tema dell’assise. “È importante – sottolinea il patriarca – che questo momento del cammino sinodale non si limiti a parlare solo dei nostri problemi, perché renderebbe tutto sterile e senza prospettiva. Dovrà essere un percorso illuminato dalla Parola di Dio, che è sempre portatrice di vita”. Da qui la scelta di “utilizzare come immagine e metodologia, quella dei discepoli di Emmaus, o del cosiddetto “Vangelo di Emmaus”. Il metodo del Sinodo per il Patriarcato di Gerusalemme sarà quello di “andare a Emmaus, anche fisicamente, cioè ai Luoghi dove è apparso Cristo e parlare di quello che non va. È importante collegare la nostra esperienza di vita alle Scritture (scoprirne il senso) e vedere come queste possano illuminare i fatti salienti della vita e dargli una prospettiva diversa”. Per aiutare la riflessione sinodale presto sarà inviato un testo di riferimento con sussidi e questionari. Il metodo, descritto dal Patriarca, prevede incontri “a tutti i livelli: giovani con le famiglie, incontrare gli anziani negli ospizi, fare visite nelle case, incontrare realtà non conosciute prima, le parrocchie locali con gli stranieri, i lavoratori stranieri con i fedeli locali e così via. Più che fare discorsi teorici, è utile ascoltare e incontrare esperienze, dalle quali imparare: è più utile andare in un monastero e ascoltare l’esperienza di vita delle religiose, che fare un discorso sulla vita religiosa. È più incisivo ascoltare l’esperienza di vita di un parrocchiano di Terra Santa, che elaborare una meravigliosa teoria sulla Chiesa locale. Non bisogna attendersi cambiamenti drammatici da tutto ciò o frutti straordinari – conclude Pizzaballa -. I frutti arrivano sempre dopo un tempo lungo e se nel campo si è lavorato. Il Sinodo sarà ufficialmente aperto in tutte le zone pastorali della diocesi, contemporaneamente nello stesso giorno, il 30 ottobre, e alla stessa ora, le 11 del mattino. Per la Galilea e la Palestina l’apertura avverrà a Deir Rafat, in occasione della solennità di Maria Regina della Palestina, per la Giordania sarà nella Chiesa di Nostra Signora di Nazareth a Swefieh (Amman), e per Cipro presso la cattedrale maronita di Nicosia.

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