Diocesi: mons. Corazza (Forlì-Bertinoro), “sapremo custodire con tenacia le luci accese a Natale?”

“Le altre volte mi fermavo alle parole e alla musica, ai ricordi d’infanzia. Quest’anno il canto mi ha comunicato fiducia e speranza. Ripensando alla storia della sua composizione l’ho sentito più vero, più in sintonia con la nascita di Gesù; più in sintonia con il Gesù respinto, profugo, nel disagio, con tante ombre intorno e davanti”. Lo scrive mons. Livio Corazza, vescovo di Forlì-Bertinoro, nell’editoriale del  settimanale d’informazione diocesano “Il Momento”, con riferimento a “Stille Nacht” (Astro del ciel). Ripercorrendo la storia del celebre canto di Natale, “composto da fedeli spauriti per fedeli che vivono dentro una dura realtà e con un futuro incerto, come noi oggi”, il presule lo definisce  “un canto per un Natale più vero di altre volte”.
“La vita oggi non è facile, non solo da un punto di vista sanitario, sociale ed economico”, prosegue Corazza richiamando le parole del Papa nel messaggio per la Giornata della pace: “Duole constatare che, accanto a numerose testimonianze di carità e solidarietà, prendono purtroppo nuovo slancio diverse forme di nazionalismo, razzismo, xenofobia e anche guerre e conflitti che seminano morte e distruzione”.
Se, riflette il vescovo, “la tensione e le conseguenze della pandemia sulle condizioni sociali ed economiche hanno fatto tirare fuori il meglio da tanti di noi”, c’è il rischio che andando avanti “le fatiche si facciano sentire, e che siamo tentati di non prenderci cura gli uni degli altri. Le violenze, infatti, possono aumentare, i seminatori di odio sono ancora all’opera (lo abbiamo visto qui, e anche in America…)”. Di qui l’interrogativo: “Sapremo custodire con tenacia le luci accese a Natale? La lotta fra luce e tenebre continua. Prego e spero che brilli sempre l’astro del ciel, anche dopo Natale”.

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