Carceri: don Grimaldi (ispettore cappellani), “ruolo di Polizia penitenziaria sia di educazione alla libertà aiutando a ricostruire vita nella legalità”

“San Basilide era un soldato che scortava i condannati a morte”, “ma  era anche un uomo giusto illuminato dalla legge nuova del Vangelo che sapeva vedere, in senso critico, la legge degli uomini molte volte fallace”. Ed “era un uomo coraggioso che ha saputo sfidare i potenti per difendere i piccoli perseguitati a causa del loro credo nel Vangelo”. A sua volta “condannato, rinchiuso in prigione e incatenato”, “ritrovò la bellezza della sua fede, il suo essere unito al Cristo”. Lo ha ricordato don Raffaele Grimaldi, ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane, nella messa celebrata oggi a Roma per la festa di San Basilide, proclamato patrono della Polizia penitenziaria il 2 settembre del 1948.
“Anche oggi nelle nostre carceri, attraverso il ministero dei cappellani e della grande moltitudine dei volontari, molti uomini e donne, privati della loro libertà personale, ritrovano il senso della loro vita e la riscoperta della loro fede”, ha osservato il sacerdote. Dopo aver rammentato le parole del Papa in occasione dell’udienza, in piazza San Pietro, alla Polizia penitenziaria e al personale amministrativo, don Grimaldi ha precisato: “Il vostro importante servizio non è di repressione o di mettere a tacere il grido dei molti disperati, ma di educazione alla libertà, incoraggiando i ristretti a ritrovare, in loro, orizzonti di speranza, aiutandoli a ricostruire una vita nuova nella piena legalità”.

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