Papa Francesco: a Santa Marta, “il Signore aiuti i governati, nei momenti di crisi siano molto uniti per il bene del popolo”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Preghiamo oggi per i governanti che hanno la responsabilità di prendersi cura dei loro popoli in questi momenti di crisi: capi di Stato, presidenti di governo, legislatori, sindaci, presidenti di regioni… Perché il Signore li aiuti e dia loro forza, perché il loro lavoro non è facile. E che quando ci siano differenze tra loro capiscano che, nei momenti di crisi, devono essere molto uniti per il bene del popolo, perché l’unità è superiore al conflitto”. Così il Papa, all’inizio della messa trasmessa in diretta streaming da Santa Marta e offerta per tutti coloro che soffrono a causa del coronavirus. “Oggi, sabato 2 maggio – ha proseguito –, si uniscono a noi in preghiera 300 gruppi di preghiera che si chiamano i ‘madrugadores’, in spagnolo, cioè i ‘mattinieri’: quelli che si alzano presto per pregare, fanno una levataccia proprio, per la preghiera”.
“Un tempo di crisi è quello che ci racconta oggi il Vangelo di Giovanni”, ha osservato quindi Francesco nell’omelia, commentando la difficoltà dei discepoli a comprendere le parole di Gesù che aveva detto loro che chi non avesse mangiato il suo corpo e il suo sangue non avrebbe avuto la vita eterna. “C’erano momenti di pace e momenti di crisi. Gesù sapeva che i discepoli mormoravano”, sottolinea il Papa distinguendo tra i 72 discepoli e i 12 apostoli. Per questo, davanti a questa crisi, ricorda loro: “’Nessuno può venire a me se non gli è concesso dal Padre’. Riprende a parlare di quell’essere attirati dal Padre: il Padre ci attira a Gesù. E questo è come si risolve la crisi”. “Un momento di crisi è un momento di scelta, è un momento che ci mette davanti alle decisioni che dobbiamo prendere”, riflette il Papa: “Anche questa pandemia è un momento di crisi sociale”. Di qui il richiamo alla domanda di Gesù ai Dodici: “Volete andarvene anche voi?”, e la risposta di Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”.
Pietro, annota il Pontefice, “non capisce quello che Gesù dice, questo ‘mangiare la carne, bere il sangue’, non capisce, ma si fida del Maestro”. Questo “aiuta, tutti noi, a vivere i momenti di crisi” nei quali occorre “essere molto fermi nella convinzione della fede”. Nel momento di crisi “c’è la perseveranza, il silenzio; rimanere dove siamo, fermi. Non è il momento di fare dei cambiamenti”; è il momento “della fedeltà a Dio” e “della conversione”. Momenti di pace e momenti di crisi: “noi cristiani dobbiamo imparare a gestire ambedue”, il monito del Papa. “Il Signore ci invii lo Spirito Santo per saper resistere alle tentazioni nei momenti di crisi, per sapere essere fedeli” con la speranza “di vivere dopo i momenti di pace”. “Che il Signore ci dia la forza – nei momenti di crisi – di non vendere la fede”, la preghiera conclusiva di Francesco che ha terminato la messa con l’adorazione e la benedizione eucaristica, invitando a fare la comunione spirituale.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa