Coronavirus Covid-19: mons. Sacchi (Casale Monferrato), “non ripetere la ‘zona grigia’ della vicenda amianto, case di riposo sono bene prezioso da difendere”

Mons. Gianni Sacchi, vescovo di Casale Monferrato

“Il Casalese ha già perso tanti suoi cittadini nella vicenda del mesotelioma e noi dobbiamo fare di tutto perché non si riproponga quella ‘zona grigia’ che per tanto tempo ha caratterizzato la vicenda amianto”. Lo ha scritto il vescovo di Casale Monferrato, mons. Gianni Sacchi, in una lettera aperta inviata alla stampa locale in cui lancia un appello a Regione Piemonte e Governo relativa al diffondersi del contagio da coronavirus Covid-19.
“Anche qui da noi – sottolinea – la trasparenza è massima, ma rischia di essere come quella della Protezione civile nazionale. E forse non potrebbe essere in altro modo, visto che i dati sono forniti dalle autorità sanitarie”. “Ma la realtà”, domanda il vescovo riferendosi a quanto scritto da Diego Motta su “Avvenire” di sabato 21 marzo, “qual è? Non possiamo più aspettare che sia finita questa crisi per porci da subito delle domande radicali. Tra tutte la più dura ed angosciante: ‘Nelle case di riposo siamo in grado, con le metodiche e i protocolli attuali, di arrestare la corsa del contagio?’. Stante la grandissima quantità di anziani nel nostro territorio, una delle più alte del mondo, dobbiamo chiederci: ‘Che cosa dobbiamo fare per fermare la possibilità che succeda quello che è capitato già in altre zone di Italia?’”. Sacchi chiede che anche gli operatori delle case di riposo possano gestire muniti di protezioni adeguate e sottoposti ai monitoraggi sanitari gli eventuali malati.
“Il nostro ospedale e le nostre strutture sanitarie – prosegue il vescovo – sono in grado di fare i conti con una realtà di popolazione anziana così ampia?”.
“Ai sindaci ed agli amministratori e a tutti coloro che a vario titolo possono fare qualcosa di concreto, il compito di ‘non aspettare che passi’”, ammonisce mons. Sacchi, “ma di fare di tutto perché questa piaga non si abbatta pesantemente sul nostro Monferrato”.
“Dobbiamo essere resilienti e combattere insieme, da subito, senza escludere tutte le intelligenze disponibili (oltre ai nuovi medici perché non chiedere di scendere in campo ai tanti bravissimi biologi oggi disponibili?), una battaglia fatta di intelligenza e di disponibilità al cambiamento. Di sicuro – l’appello del vescovo – abbiamo bisogno di un aiuto esterno straordinario per supportare chi è in prima linea e di questo la Regione ed il Governo devono da subito farsi carico senza aspettare che succeda l’irreparabile. Non ci sono alternative!”. “In Monferrato – conclude – ci sono 44 case di riposo con più di 2.300 ospiti, un bene prezioso da difendere ad ogni costo”.

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